
Amore che torni tour – Negramaro – Eboli
Amore che torni tour – Negramaro – Eboli
Negramaro live @ Mediolanum Forum – Assago
È tutta vita quella muove, scuote, evolve i Negramaro all’interno di un microcosmo di emozioni altalenanti che hanno stravolto le loro esistenze. Il risultato possiamo vederlo e ascoltarlo oggi e risplende in un’unica grande parola: amore. Il comune denominatore di questo Amore che torni tour indoor, nello specifico la seconda data milanese al Mediolanum Forum di Assago, è lo stupore per la vita, la riscoperta dei valori, l’attaccamento saldo agli affetti e a tutto quello che davvero conta per poter vivere sapendo di amare e essere amati. Per raccontare tutto questo i Negramaro fanno le cose in grande: palchi semoventi, doppia struttura in altezza per dare massima visibilità a ciascuno, luci laser 3d ma soprattutto lui: il cerchio della vita che si è chiuso. Al suo interno un varco bidimensionale, l’opportunità di addentrarsi nella dimensione più intima di canzoni che da vent’anni a questa parte non hanno perso un briciolo di smalto e che, anzi, si sposano felicemente con le sorelle più giovani ma sempre figlie degli stessi sei cuori che, oggi più che mai, battono all’unisono con una marea di molti altri creando una vibrante sinergia.
Questo è tutto quello per cui valga la pena battersi, il resto può evolvere, attraversare il bilico e il cambiamento: un po’ come accade agli arrangiamenti, ai tempi che si dilatano, a certe libertà che stavolta sì, è giusto prendersi. Giuliano, Andro, Ermanno, Danilo, Pupillo accolgono il giovane Giacomo Spedicato, fratello di Lele costruendo un concerto di forte impatto emotivo ma con un occhio particolarmente attento all’avanguardia, con un piglio groove più deciso e tagliente. Certi tratti delle canzoni si induriscono, altri si addolciscono diventando poesia. L’idea dei Negramaro è quella di mettersi a nudo, spiegare l’anima come un papiro e permettere a chiunque di leggerci dentro. Tra i momenti indimenticabili di questo live meneghino c’è il “duetto” jazz con il maestro Mauro Pagani al violino: “Solo per te” cantata da Giuliano Sangiorgi al pianoforte con le incursioni del polistrumentista acquisisce una brillantezza tutta sua. Una parentesi preziosa. A incorniciare le perle in sequenza durante il concerto ci sono: “Fino all’imbrunire”, per un inizio che mette subito in chiaro i presupposti da cui partire. Il punto saldo “Estate”, l’onirica “Il posto dei Santi”, la definitiva “L’amore qui non passa”, la struggente “Pezzi di te” e l’iconica “Mentre tutto scorre”. Che sia per una sera o per sempre, il tocco dei Negramaro è delicato e sinuoso, un rock gentile che non ci farà mai sentire soli.
Raffaella Sbrescia
Subsonica @Mediolanum Forum – Assago
Vent’anni di pura energia, vent’anni di adrenalina, vent’anni di innovazione musicale e di progetti paralleli all’insegna dell’avanguardia e della sperimentazione. I Subsonica sono tornati nei palazzetti italiani con un live intenso e spremi budella. Partendo dal presupposto che chi decide di andare a sentirli è consapevole che non resterà di certo seduto, l’aspettativa non si può assolutamente paragonare alla realtà. Le 5 teste soniche sono in formissima e hanno messo a punto uno show elettrico che lascia ben pochi attimi per riprendere fiato. Negli ultimi anni ci erano mancate le loro gesta in gruppo ma non ci hanno mai lasciato a secco considerando che ciascuno a suo modo ha comunque trovato un veicolo d’espressione di tutto rispetto. Il fatto è che solo insieme Max, Ninja, Boosta, Samuel e Vicio riescono ad approntare un ensemble che fa invidia alle band italiane più o meno datate.
Certo, il repertorio è di quelli monolitici, ci sono assi nella manica che garantiscono ai Subsonica i boati del pubblico: “Discolabirinto”, “Tutti i miei sbagli”, “Nuova Ossessione”, “Aurora Sogna”, “Depre”, “Liberi tutti” e, perché no, “Benzina Ogoshi”. Ci sono poi le perle nascoste che, quando le si riascolta, si rivive inevitabilmente un frame della propria vita e sono salti e lacrime. Ci sono, ancora, i nuovissimi brani di 8, l’ultimo lavoro in studio del gruppo, in cui è trasparente la maturazione della ricerca del suono, sempre più sofisticato e rarefatto. Il cambiamento della scrittura, il cui comune denominatore è la destabilizzazione dell’ascoltatore. Su tutte spiccano “Punto critico”, al cui groove non si può resistere, il commovente omaggio a Carlo Rossi con “Le Onde” e “L’incredibile performance di un uomo morto”, un brano che trascina, conquista e ipnotizza.
Dispiace constatare che nemmeno un brano del disco “Una nave in una foresta” sia stato inserito in scaletta. Perle come “Lazzaro”, “Tra le labbra”, “I cerchi degli alberi” meritano a pieno titolo un posto in questo tour trionfale in cui nulla è stato lasciato al caso. Palchi semoventi, effetti grafici e luminosi degni dei grandi club del mondo. Audio perfetto e tenuta massima hanno francamente fatto la differenza rispetto ad altre produzioni che, sulla carta, erano annunciate come mastodontiche e poi deludenti.
Molto intelligente anche l’idea del crossover tra generi con “l’adozione” di Willie Peyote per tutto il tour. Con lui Samuel canta “L’incubo”, poi Willie propone il suo brano “I cani” e si lancia in una sua interpretazione di un brano storico quale è “Radioestensioni”. D’altronde la commistione tra suoni, idee e sensazioni è territorio ibrido, fertile e promettente. Un humus creativo sul quale i Subsonica hanno saputo fare affidamento creando un’identità forte, precisa, carismatica. Viene spesso da chiedersi quale sia il loro segreto per riuscire a sprigionare in modo tanto impattante una carica energetica così ad ampio raggio; la risposta possiamo darcela guardando noi stessi il giorno dopo completamente scarichi dopo aver ballato per due ore e con la testa intrisa di visioni.
Raffaella Sbrescia
Lorenzo Cherubini Jovanotti – Jova Beach Party
Lorenzo Cherubini Jovanotti – Jova Beach Party
Lorenzo Cherubini Jovanotti – Jova Beach Party
Alessandra Amoroso
Tante volte disco di platino tra lacrime, sorrisi, gioie e soddisfazioni. Alessandra Amoroso pubblica “10″, un nuovo album di inediti per coronare 10 anni di lavoro, di passione, di crescita artistica e personale. Semplice, diretta, consapevole, Alessandra si fa accompagnare per mano dal produttore e compagno di vita Stefano Settepani: “Quando hai un equilibrio forte in primis con te stessa, riesci ad averlo ovunque e a maggior ragione nella coppia. Per noi è stato stimolante lavorare insieme, ci siamo scoperti a vicenda, è stato speciale e spero di rifarlo. Avere Stefano a fianco è stato fondamentale, mi ha spinto a credere in me stessa. Visto che ho un timbro vocale tante volte pesante, a tratti malinconico, differente da quella che sono io in realtà, abbiamo giocato con dei suoni elettronici freschi che mi hanno aiutato molto.”, racconta Alessandra.
A proposito di equilibrio e gratitudine, sorprende sentire la Amoroso ancora così vicina alla sua Big Family che in questo decennio l’ha sempre supportata: “I miei fan riceveranno una sorpresa: nel cofanetto del disco c’è un biglietto per partecipare al mio prossimo tour, insieme a una lettera personalizzata. Vorrei vedere le reazioni di ciascuno di loro. Questo è un modo per ringraziarli, tesserarsi al mio Fanclub significa fare anche beneficenza. Metà dell’importo sarà destinato alle cure mediche di cui ha bisogno Francesco, un bambino che stiamo seguendo già da un po’. Se oggi sono qui è grazie a loro, sarà un megacompleanno, festeggiamo 10 anni di noi e ho voluto fare davvero qualcosa per loro, ho speso il mio tempo personalmente perchè credo che le cose fatte con sacrificio diano più soddisfazione”.
Alessandra Amoroso mette ancora una volta se stessa in gioco e ce lo dimostra anche attraverso il progetto grafico ideato insieme a Sergio Pappalettera: “Nella copertina dell’album c’è gran parte della mia vita, i valori in cui credo: l’amicizia, l’amore, la famiglia, il mio cane che non c’è più, il mio fiore preferito, la campagna in cui sono cresciuta insieme ai miei nonni. La barca con cui andavamo ad Otranto io, le mie sorelle e miei genitori tra tuffi e piatti di lasagna”.
Alessandra-Amoroso-Dieci
Più che di cambiamento, è giusto parlare di evoluzione per la Amoroso che, partendo dalle atmosfere di “Vivere a colori”, lascia che 10 ne raccolga il testimone per mettere l’accento sui concetti di rinascita, consapevolezza e maturità: “Ho prestato particolare attenzione ai testi, ho cercato di dare quella profondità che adesso mi sento addosso. Ho scritto “Ogni santissimo giorno” insieme a Daniele Magro con parole semplici, perchè sono quelle che arrivano per prime al cuore. Mi sono sempre mostrata con molta semplicità, questa sono io e ho scoperto che alla mia gente piaccio così. In sintesi: sono felice e mi va di dirlo”.
Video: La Stessa
Non solo amore ma anche temi importanti. Su tutti il brano “Forza e coraggio”, rende perfettamente l’idea: “Ho raggiunto quel tipo di consapevolezza che mi dà la voglia di mostrarmi, emozionarmi, di essere esigente e di non nascondermi. Nella vita, soprattutto in questo momento in particolare, è necessario avere forza e coraggio per andare avanti. Voglio stimolare la gente ad essere forte, ad essere onesta, ad accettare la diversità e amare. Niente di meno scontato oggi che l’odio vince ovunque”. Un ruolo quello di Alessandra, che cerca di andare ben oltre quello di semplice interprete: “Il testo deve avere un significato innanzitutto per me. Trovo essenziale capirlo, emozionarmi, sin da quando sono in studio deve entrare nelle mie viscere per che amo raccontare quello in cui credo. Spero, per quanto possibile, di far fare un pensiero, anche a chi ascolta le mie canzoni”.
E poi c’è il tour, un’ avventura che toccherà 20 regioni all’insegna dello spirito di adattamento: “Il nuovo tour partirà il 5 marzo da Torino, sarà lunghissimo, bellissimo e divertente. Andrò in tutta Italia, Isole comprese. Non mancate!”
Raffaella Sbrescia
Claudio Baglioni – Arena di Verona ©_ANGELO_TRANI
Lo show era stato annunciato come totale è così “Al Centro” è stato. L’ingresso di Claudio Baglioni è trionfale e preannuncia subito la ferma intenzione di lasciare un segno nitido e duraturo nel cuore dei 17.000 che hanno riempito ogni singolo ordine di posto all’Arena di Verona. Baglioni, elegantissimo, incentra il file rouge del suo romanzo musicale sul tema del viaggio. Un viaggio cronologico sì, che lo portato ad attraversare 50 anni di storia italiana, mezzo secolo di musica che ha sempre attinto a piene mani dalla tradizione, dai valori e dal modo di concepire la vita e l’amore in Italia. Emozioni vere, autentiche, genuine che nel corso dei decenni si sono insinuate tra solchi di cuori ora pieni d’amore, ora affranti, ora nostalgici. Il fascino di Baglioni non sta nel passatismo bensì in una cifra stilistica precisa, di qualità, dai confini ben delimitati. “Benvenuti nel mercato delle emozioni, delle chimere, delle sorprese, delle canzoni”, saluta Claudio, mentre uno dopo l’altro i suoi indimenticabili evergreen scivolano via che è un piacere. Impossibile non cantare a tutto fiato i ritornelli che hanno scandito la nostra giovinezza, che ci ricordano un’Italia completamente diversa da com’è adesso. Baglioni è al centro dell’anfiteatro di Verona intorno a lui i suggestivi quadri del celebre coreografo Giuliano Peparini, 21 musicisti eccelsi e 5 coriste. Il tocco del coreografo regala attualità allo show, si ispira agli spettacoli monster dei divi pop internazionali, i suoi bravissimi ballerini sono coloro che rendono i brani vivi, mettendo in scena attimi che dall’immaginario collettivo prendono vita. Energia e vividezza rendono il concerto scorrevole, Claudio Baglioni è attivo, presente, coinvolge il pubblico, non si risparmia e, sinceramente, fa un certo effetto vederlo così fresco dopo tanti anni. Incuriosisce vederlo a proprio agio tra coreografie non sempre in linea con la sua inscalfibile sobrietà. Canta al massimo della potenza vocale ma non rinuncia a godersi i karaoke da 17.000 persone su “Amore Bello”, “Io me ne andrei”, “E tu”, “Sabato pomeriggio”. Irrinunciabili pietre miliari che segnano un tempo lontano ma fondamentale. Un tempo da difendere, da preservare, da tramandare, da valorizzare per comprendere chi siamo e in che direzione stiamo andando. Respirare l’aria di ricordi perduti, un’aria che già mentre respiri cambia, diventa altro, lascia una nota dolce amara sulla faccia, nella gola e nel cuore.
Claudio Baglioni – Arena di Verona ©_ANGELO_TRANI
Lo show si accende sulle note rock di “Via”. Eccellente sul fronte musicale la struttura dello show, arricchita dal contributo del maestro Walter Savelli. Fuori luogo i ballerini a petto nudo, in puro stile finalissima di Amici di Maria De Filippi. Toccante l’assolo al piano con il ricordo della strage di Genova fatto da un gruppo di fan presenti tra il pubblico.
Video: E tu
Il concerto ritrova la retta via sulle note di “Strada facendo”, “Avrai” canzoni scritte con lo sguardo puntato ai volti di domani, brani che scavallano i tempi e i cambi generazionali. Claudio scava tra i sogni, alla ricerca di infiltrazioni sonore ed emotive in “Notte di note, note di Notte”, ogni odore è un ricordo in una mini Venezia luminescente sul palco. Poi l’attenzione si sposta tutta su un giovane acrobata che veleggia su vibranti corde tese. In effetti, non sono pochi i momenti in cui l’attenzione cala e si perde tra rappresentazioni spesso troppo affollate, chiassose, non in linea con il contenuto delle canzoni, in sintesi: off topic. Viene spontaneo domandarsi come possa percepire il pubblico della tv questo tipo di scelte artistiche così distanti da quelle a cui ci aveva abituati Claudio Baglioni. La sua visione sarà davvero in linea con quello che abbiamo visto? Sicuramente sì ma la sensazione che less sia sempre more resta.
Raffaella Sbrescia
Claudio Baglioni – Al Centro – Arena di Verona
Questa sera, Claudio Baglioni sarà il gran mattatore dell’Arena di Verona in occasione dell’atteso tour di festeggiamento del cinquantennale della sua carriera artistica. Il primo palco al centro fu vent’anni fa, stasera ci riproverà riempiendo ogni ordine di posto in Arena. L’appuntamento di oggi è il primo dei tre live previsti all’Arena di Verona: si replicherà infatti domani, sabato 15, e domenica 16 settembre. La regia teatrale e le coreografie portano la firma di Giuliano Peparini. L’evento è prodotto da F&P Group e Bag. Per chi non vorrà perdersi il grande evento, domani, sabato 15 settembre, il concerto sarà trasmesso in diretta in prima serata alle ore 21.05 su RAI 1. Il programma è scritto da Massimo Martelli, Duccio Forzano e Guido Tognetti con la regia di Duccio Forzano.
Ecco le dichiarazioni della conferenza stampa che si è appena conclusa:
Claudio Baglioni: “Non si tratta di un concerto normale bensì di una festa. L’ambizione del video che introduce lo show nasce da un brano strumentale in cui ho inserito solo un accenno di coro seguendo l’idea che nel corso di 50 anni insieme al pubblico abbiamo costruito un coro unico. Le persone che mi hanno permesso di fare questo viaggio sono le stesse che nel corso degli anni mi hanno sempre fermato dicendomi di essere cresciuti con le mie canzoni. La mia frase di difesa è sempre stata: “Ti poteva andare anche peggio”. Il centro che fa da leit motiv è un centro ideale, il centro della vita. Spesso sono stato periferico anche in tantissime occasioni riferite ad altri contesti. Ora l’idea di centralità fa da cardine. Tra i meriti di questo show c’è riportare l’Arena di Verona allo status di anfiteatro. Tutti i posti saranno usati per intero.
Per quanto riguarda la scaletta, si tratta di un concerto cronologico, le canterò seguendo esattamente l’ordine in cui sono state scritte, pubblicate e proposte al pubblico. Si tratta di un romanzo musicale in cui proporrò 34 canzoni rispetto alle 400 totali. Una scelta di brani non pop che lo sono inevitabilmente diventati nel corso del tempo.
Quello di stasera è un total show, uno spettacolo cmplessivo con un dispendio di risorse notevole e una lavorazione laboriosa”.
Giuliano Peparini: ”La mia visione nasce dal fatto che ho sempre desiderato lavorare con Claudio, sono cresciuto per davvero con le sue canzoni, l’ho portato con me all’estero. Per queste ragioni mettere in scena le sue canzoni è stato particolarmente facile. I testi di Baglioni hanno il grande pregio di saper raccontare la vita, questo è quello che ho cercato di tradurre insieme a più di 150 artisti tra professionisti e allievi di scuole di danza locali. Non ci saranno quinte, potrete vederli entrare e uscire dalla scena, abbiamo cercato di costruire un racconto che non prevedesse posizioni privilegiate. In questo show saremo a nudo, sarà quindi unico”.
Claudio Baglioni – press conference ©_ANGELO_TRANI
Duccio Forzano: “Dopo 20 anni esatti torno a fare la regia di un concerto per la Rai, grazie a Claudio che ha creduto in me e che mi ha dato la possibilità di poter crescere, il punto di vista verso il pubblico è spettacolare, ci sono tanti punti di vista nuovi rispetto a tanti anni fa, c’è stato un grande sforzo produttivo da parte della Rai, vorremmo che a casa passi un racconto fluido e chiaro, quando i quadri e i performers non saranno sul palco ci sarà un’altra linea di racconto che è il concerto. Mi auguro che anche il pubblico a casa goda di questa meraviglia”.
Claudio Fasulo: “Sarà una serata epica. Un anno fa Rai Uno ha abbracciato Claudio Baglioni traghettandolo all’interno di un percorso artistico ricco di eventi e di emozioni. Più in generale Rai 1 vive un buon momento con il prime time. Vi auguriamo semplicemente buon divertimento!”
Fernando Salzano F&P: “Ci siamo lungamente espressi sul valore di unicità, ci piace riempirci la bocca con la questa parola ma questo è davvero un evento unico da tutti i punti di vista. L’Arena sarà completamente numerata. Dal punto di vista produttivo, c’è stato un grande sforzo montando 16 cluster audio con 5 giorni di lavoro ininterrotto. Abbiamo riprodotto lo stesso palco a Roma per poter fare le prove. E, per rimanere in tema di numeri, la capienza totale è di 17.000 spettatori per cui vedremo un totale di 54.000 presenze in tre serate. Colgo l’occasione per invitare ufficialmente Claudio a tornare in Arena a fine tour visto che ho finito tutti i biglietti (ride ndr)”.
Claudio Baglioni – press conference ©_ANGELO_TRANI
Per tornare alle dichiarazioni di Claudio Baglioni: “Mio fiiglio Giovanni è presente ma non salirà sul palco, non ci saranno ospiti se non gli artisti di cui abbiamo già parlato. Con me sul palco ci saranno 21 musicisti, di cui molti polistrumenti e 5 coriste. Finire il tour tornando all’Arena sarebbe un sogno, sarà un percorso molto impegnativo che durerà fino a novembre per poi riprendere a marzo dopo il Festival di Sanremo. Ho riassunto 50 anni di carriera seguendo un filo rosso narrativo che non poteva escludere le pietre miliari. In questi anni non sono mancate le occasioni per dare spazio ad un repertorio più nascosto e per certi versi più prezioso.
Immancabili i riferimenti a Sanremo: ” Non mancheranno nuove idee. Sanremo si dividerà in due parti, ci sarà modo di sviluppare un percorso in due fasi per fare in modo che quello che sacrificavamo per i giovani possa poi confluire nel concorso finale. Proveremo a dare spazio al talento giovane perchè ce n’è e ci rivolgeremo anche a un pubblico più giovane. Ho scelto di farlo in termini di assunzione di responsabilità e per dimostrare che non è stata solo una botta di fortuna. Essere in tour mi darà modo di non pensare ossessivamente al Festival, in più in questo modo so che un lavoro ce l’avrò anche dopo. Se pensiamo ai giovani, non so dire se qualcuno di questi sarà in Arena tra 50 anni, il talento c’è, c’è da vedere se c’è l’ascolto per farli durare. Per concludere vi confesso che ho un album in lavorazione e che per ovvi motivi ho lasciato in sospeso. Ci sto lavorando con Celso Valli, siamo a buon punto e sicuramente ci rimetteremo mano appena possibile. Le date dei concerti erano già state stabilite, dall’Arena si parlava già prima del Festival dello scorso anno”.
Raffaella Sbrescia
Alvaro Soler – Mar de Colores
Arriva venerdì 7 settembre il “Mar De Colores” di Alvaro Soler. Il giovane cantante e musicista cosmopolita ormai gode di ampio affetto da parte del pubblico italiano grazie alle sue canzoni fresche e allegre. Anche questo album nasce dall’idea di mettere insieme visioni, pensieri, colori e tradizioni con l’intento di unire le persone tra loro in un’epoca martoriata da conflitti di svariata natura. Si fa presto a definirlo “One hit man” e in effetti l’obiettivo dell’artista è quello di scrollarsi finalmente questa etichetta non veritiera dalle sue spalle.
“In questo disco ho messo in luce diversi lati del mio carattere e del mio modo di pensare. Ho esaltato il gusto di viversi la vita in modo semplice, autentico e senza fretta. Non dimentichiamoci di goderci il momento. Io stesso l’ho fatto con il repentino successo di “Eterno Agosto”, un album nato come un esperimento e che invece si è rivelato essere il primo passo per costruire le fondamenta di un percorso che mi ha portato davvero lontano”. Quella che emerge in questo album è, dunque, la filosofia di vita di Alvaro che ha vissuto il periodo di preparazione del progetto come una leva per fare di più e meglio, per reinventare delle idee rock e addolcirle con uno stile più vicino a testi più maturi e più pensati. “Molti si chiedono come una persona così cerebrale come me possa scrivere cose allegre, io invece penso che abbiamo già abbastanza canzoni per piangere. Questo mestiere mi ha insegnato a trovare un equilibrio tra momenti in cui sento di volermi identificare con canzoni felici, altri in cui sento la necessità di isolarmi e riflettere”.
Per tornare al suo ultimo successo “La Cintura”, Alvaro ha voluto alzare la posta in gioco con un featuring che ha visto la partecipazione di Flo Rida e Tini: “Non sai mai che valore aggiunto puoi dare ad un brano che è già stato suonato parecchio, con “La cintura” si è presentata questa opportunità e l’ho sfruttata per compiere un altro importante passo verso l’apertura e la condivisione tra generi musicali diversi. In quel periodo Tini faceva un po’ di promozione a Madrid e abbiamo girato il video divertendoci molto e sentendoci davvero a molto agio”. A proposito di colori, inevitabile chiedergli quale sia quello dominante in questo album: “Non c’è un colore predominante, si tratta di sfumature che predono vita dai colori primari che si mixano tra loro. Questa cosa rispecchia perfettamente me stesso che parlo tante lingue ma nessuna in modo perfetto, faccio tante cose ma nessuna al meglio (ride ndr)”.
A un artista così attento al concetto di integrazione e cosmopolitismo non si può non chiedere inoltre un’opinione su quanto stia accadendo in Catalogna, a proposito del movimento indipendentista: “Non sono perfettamente informato sugli ultimi sviluppi visto che vivo anche a Berlino. Mi baso molto su quello che mi raccontano i miei genitori e mi rattrista vedere il mio popolo scisso. Ho visto i miei nonni avere paura di uscire in strada, non so come andrà a finire ma spero davvero che si possa trovare una soluzione pacifica”. Con numeri così importanti alla mano, cosa si porrà come obiettivo un giovane artista come Alvaro? Ecco la risposta: “Visto che la gente conosce soprattutto le canzoni che passano in radio, vorrei riuscire a portare avanti tutto l’album, fare in mondo che il pubblico possa affezionarsi al mio repertorio in modo più ampio. Vorrei che le persone venissero ai miei concerti per sentire tutto e non solo i singoli più famosi. Conservo un ottimo ricordo di X Faxtor e di tutte le persone che ci lavorano, la tv è interessante ma ora come ora voglio concentrarmi sulla mia carriera da musicista. A novembre metterò in piedi il nuovo show e sono felice di anticipare che ho già delle idee molto creative che non vedo l’ora di mostrarvi. Vi aspetto!”
Raffaella Sbrescia
ALVARO SOLER incontrerà i fan italiani per presentare ad autografare il suo nuovo album durante 3 esclusivi appuntamenti: il 15 settembre a la Feltrinelli Libri e Musica Stazione Garibaldi di NAPOLI (Piazza Giuseppe Garibaldi, ore 18:00), il 16 settembre al Mondadori Megastore di MILANO (via Marghera 28, ore 17:30) e il 17 settembre alla Discoteca Laziale di ROMA
Questa la tracklist completa: “La cintura”, “Histerico”, “Te Quiero Lento”, “Ella”, “Puebla”, “Au Au Au”, “Fuego” feat. Nico Santos, “Veneno”, “Bonita”, “No Te Vayas”, “Nino Perdido”, “Yo Contigo Tu Conmigo”, “La Cintura” featuring Flo Rida & Tini.
Alvaro Soler – Assago
Prezzi biglietti:
Parterre in piedi: 25,00 € + diritti di prevendita
Tribuna numerata A: 50,00 € + diritti di prevendita
Tribuna Gold Numerata: 50,00 € + diritti di prevendita
Anello B non numerato: 35,00 € + diritti di prevendita
Biglietti in prevendita esclusiva per gli iscritti My Live Nation dalle ore 10 di mercoledì 5 settembre
Biglietti disponibili su ticketmaster.it, ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati dalle ore 10 di giovedì 6 settembre
L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei nostri comunicati ufficiali.
Con il dodicesimo album intitolato SPUTNIK, Luca Carboni si mantiene in vetta alla classifica musicale Made in Italy. Il primo singolo “Una grande festa” ha celebrato l’universo pop attraverso una sintesi artistica ironica e concettuale al contempo. Abbiamo approfittato di uno dei suoi ultimi Firmacopie in vista del tour che partirà in autunno per approfondire la conoscenza dell’album e del pensiero che c’è alla base di questo lavoro.
Luca Carboni
Luca parliamo subito di questo nuovo splendido album “Sputnik”. Già il titolo da l’idea di partenza. Una partenza che però fa tesoro delle esperienze passate. Un album che è molto coerente, e che è il proseguimento ideale di “Pop Up”…
Intanto ti ringrazio per l’aggettivo “splendido” perché i complimenti fanno sempre piacere. Sono felice di presentare questo nuovo album; per me è una grande festa, per parafrasare il titolo del primo singolo estratto. Come dicevi tu, il titolo ricorda anche molto della mia storia. Io sono nato negli anni ’60, cresciuto nell’epoca della guerra fredda; lo Sputnik è stato il primo satellite lanciato dai sovietici, che erano in gara con gli americani per la conquista dello spazio; però se ci pensiamo bene, questo satellite ha inaugurato anche l’era moderna in cui viviamo oggi; senza i satelliti vivremmo una vita sicuramente diversa, sapremmo meno cose. Questo simbolo, nella traduzione italiana significa anche compagno di viaggio, quindi è una parola dura che però ha un significato dolce, e mi piace pensare che le canzoni siano compagne di viaggio delle persone. E’ così anche per me; sono legato a tutte le canzoni che ho cantato e che ho scritto in questi anni. Mi auguro che anche le canzoni di questo nuovo lavoro possano essere compagne di viaggio…
In questo album c’è un pezzo molto interessante, che è anche una bella dichiarazione di intenti, “Io non voglio”, e una frase che dice “Voglio un cambiamento radicale”. Se Luca Carboni si guardasse intorno oggi, quale cambiamento radicale vorrebbe?…
Il cambiamento radicale nella canzone è legato al tema dell’amore, al fatto che nell’amore di coppia vissuto in profondità, ci deve essere la capacità di amare anche l’errore dell’altro, di perdonarsi, di non drammatizzare ogni situazione, quindi in questo caso la canzone parla di un cambiamento all’interno di un amore, di una coppia, di una storia. In generale i cambiamenti che vorrei sono davvero tanti, da quelli legati all’ambiente, a quelli legati all’apertura nella nostra società. Il discorso diventerebbe davvero lungo e complesso. Sicuramente ognuno di noi ha dentro di se’ un desiderio da realizzare, un cambiamento da attuare…
Video: Una grande festa
Nel disco hanno collaborato anche noti artisti della scena indipendente come Calcutta, Gazzelle e Giorgio Poi…
Sì, la scena indipendente mi piace molto. Negli ultimi anni, nella musica italiana, c’è stato il pop, il rap, e il rap che si trasformato in trap. Mancava da tempo una generazione che facesse anche la canzone d’autore in una chiave nuova e che rubasse un po’ di spazio al pop più banale presente da anni nella musica italiana, perciò ben vengano queste nuove generazioni che hanno un punto di contatto con cantautori come me, che hanno cominciato negli anni’ 80. Loro “rubano” un po’ la scena al pop, si stanno staccando dalle cose più alternative e stanno arrivando pian piano nelle radio, non rimanendo isolati. E questo mi fa molto piacere; un po’ come noi che negli anni ’80, volevamo uscire dalla canzone ideologica e politicizzata dei cantautori anni ’70. Noi volevamo raccontare l’uomo al di là dei partiti, delle divise, delle bandiere. Secondo me questa nuova generazione è interessante. Con Calcutta e Giorgio Poi, ci siamo incontrati a Bologna, girando spesso per il centro. Ho scoperto che erano venuti a vivere a Bologna. E’ nata prima un’amicizia, e da lì l’idea di collaborare in quest’album. Gazzelle invece è un cantautore di Roma; mi era piaciuto il suo disco, sono andato a sentirlo in concerto sempre a Bologna, in un club dove tra l’altro io faccio spesso le prove con i miei musicisti, e così è nata l’idea di provare a fare qualcosa insieme.
Un pezzo di quest’album che amo molto è “2”. Tu descrivi una verità assoluta, ovvero, “Tutta la gioia, tutto il dolore, tutto quello che hai è due…”
Questa è una canzone a cui tengo davvero tanto anche io; faccio un po’ di confusione con la matematica, perché il due sarebbe divisibile, e io dico invece che è indivisibile. In ogni storia d’amore ci sono due vite, due differenze, due culture, due mondi da cui arrivi e quando si ama non si deve pretendere di cancellare le differenze, che magari sono proprio quelle che ci hanno attratto della persona, e quindi mi piaceva questo concetto, viviamo una unità su due elementi che possono stare insieme per sempre…
Lo Sputnik Tour parte il 12 Ottobre da Nonantola, ed approda a Napoli, alla Casa Della Musica, il 26 Ottobre. Che tipo di concerto sarà?…
L’album è uscito l’8 Giugno, ma io ho voluto spostare il Tour volontariamente ad Ottobre perché mi piaceva che le canzoni di questo nuovo disco fossero conosciute bene, visto che faranno parte della scaletta del concerto, insieme ai successi che ci si aspetta e ad altre canzoni che solitamente non faccio dal vivo. Voglio fare un tour con la consapevolezza di cosa racconta questo album, delle idee che ci sono dentro. Ho lavorato tanto anche al progetto visuale, che gioca un po’ anche con i disegni della copertina, lo spazio, la spazialità, l’ironia, e anche momenti commoventi di un lavoro video che accompagnerà un po’ tutto il concerto…
“Cosa rimarrà dei nostri tentativi di rimanere umani”?…
Questa è una bella domanda… io sono da un lato un po’ fatalista, dall’altro anche ottimista e penso che l’umanità possa venire anche da un solo uomo, un po’ come dicevano le Sacre Scritture. Anche se c’è un solo uomo che porta dentro questa umanità, il mondo si può salvare…
Giuliana Galasso
Sputnik – Tracklist
Una grande festa
2 (Due)
Amore Digitale
Io non voglio
Ogni cosa che tu guardi
I film d’amore
L’alba
Prima di partire
Sputnik
Sputnik Tour
12 Ottobre – Nonantola (Vox Club)
13 Ottobre – Cesena (Vidia Rock Club)
16 Ottobre – Bologna (Estragon)
18 Ottobre – Padova (Gran Teatro Geox)
20 Ottobre – Venaria Reale (Teatro Della Concordia)
22 Ottobre – Firenze (Obihall)
23 Ottobre – Perugia (Afterlife)
25 Ottobre – Modugno (Demodè)
26 Ottobre – Napoli (Casa Della Musica)
28 Ottobre – Roma (Atlantico Live)
29 Ottobre – Milano (Fabrique)
31 Ottobre – Genova (Politeama Genovese)
3 Novembre – Brescia (Gran Teatro Morato)
4 Novembre – Parma (Campus Industry Music)