Ritratti di Sanremo – Le pagelle della quarta serata

Ritratti di Sanremo – Le pagelle della quarta serata

sanremo 2021

sanremo 2021

Giovani

Davide Shorty – Regina

Vintcitore del premio Sala Stampa Lucio Dalla. Stile, groove e personalità lo porteranno lontano Voto: 7

Folcast – Scopriti

Elegante e posato, Folcast è tra i più trasmessi in radio. Voto: 6

Gaudiano – Polvere da sparo

Vincitore del Festival di Sanremo categoria Giovani. Il suo è un riscatto anche personale oltre che professionale. Voto 6,5

WrongOnYou – Lezioni di volo

Si è aggiudicato il premio della critica Mia Martini e con merito. Il suo brano incarna l’essenza del pop. Voto: 7,5

Big

Annalisa – Dieci

La pulizia della sua voce, l’evidenza della sua tecnica, rendono buona la sua perfomance ma il testo rimane debole. Voto: 6-

Aiello – Ora

Se Aiello avesse portato sul palco una canzone catchy, avrebbe riscontrato tutt’altro tipo di supporto. Stavolta invece porta sul palco un dolore, difficile sia da cantare che da ascoltare. Voto: 5

Maneskin – Zitti e buoni

I Maneskin mangiano il palco a bocconi. Presenza scenica, testo irriverente e orchestrazione corposa giocano a fare di una performance sempre avvincente. Voto: 9

Noemi – Glicine

Il brano di Noemi cresce al secondo ascolto. La sua interpretazione è posata ma la voce è potente e graffia quanto basta. Voto: 7,5

Orietta Berti – Quando ti sei innamorato

A dirla tutta Orietta gode di un allure che le regala consensi a prescindere. Il suo bel canto è una gioia per le orecchie. L’attestazione di stima è quanto mai doverosa. Voto: 7

Colapesce & DiMartino – Musica leggerissima

Questa canzone è da cantare a tutta voce in macchina con il volume a palla. Il ritmo è vintage sì, ma proprio per questo è irresistibile e inoltre racconta il nostro oggi in una maniera così delicata da colpire fino in fondo. Voto: 10

Max Gazzè – Il farmacista

Max Gazzè ci sta regalando una serie di omaggi iconografici in modo allegorico e stravagante. Il suo brano è originale e curioso ma l’arrangiamento ripercorre in modo troppo invasivo le precedenti opere dell’artista. Pertanto il risultato non può che risultarne penalizzato. Voto: 5,5

Willie Peyote – Mai dire mai

Il testo è il migliore in assoluto. Sono tre minuti e rotti di invettiva politica, sociale, culturale. Il tutto cantato con compostezza e credibilità Voto: 8

Malika Ayane – Ti piaci così

La verve e la personalità di Malika le regalano credibilità a prescindere. Il testo va ascoltato più volte in quanto in prima battuta può risultare impalpabile e inconsistente. Voto: 5,5
Sette ½

La Rappresentante Di Lista – Amare

Qui si parla di un gruppo capace di reinventarsi a sorpresa ad ogni esibizione. Il denominatore comune è una voce potente e trasversale capace di tenere testa al palco in qualunque contesto. Voto: 7

Madame – Voce

Madame è il casus belli di questo Sanremo. Gli addetti ai lavori ne percepiscono il forte potenziale. I comuni mortali non riescono a capire cosa canta. Il suo testo va assimilato, ci sono almeno tre livelli di lettura. Lei intanto aggiusta il tiro e propone una performance meno perturbante, più eterea e più alla portata del pubblico. Voto: 6,5

Arisa – Potevi fare di più

La voce di Rosalba è una garanzia e non si discute. Il problema qui è che l’artista non riesce a fare il brano veramente suo. Si parla di un amore finito mentre lei è felice e innamorata. Rosalba è una cantante di pancia e di anima e in questo caso, purtroppo, il risultato non può che disattendere le aspettative. Voto: 4,5

Coma_Cose – Fiamme negli occhi

Il tessuto strutturale dei testi dei Coma_Cose sottende sempre un substrato di concettualità e spiritualismo. In questo caso quello che non conquista è la linea melodica del brano che fa sembrare il tutto molto più scialbo di quanto non sia. Peccato. Voto: 6–

Fasma – Parlami

La forma è migliorata ma la sostanza continua a mancare. L’artista è acerbo e lo dimostra sia nel modo di cantare che di affrontare il testo. Voto: 4,5

Lo Stato Sociale – Combat pop

Se non fosse per la caciara sul palco che genera sempre consenso e simpatia, ci accorgeremmo di un testo meno incisivo di quanto vorrebbe essere. Voto: 5

Fedez & Francesca Michielin- Chiamami per nome

Fedez si distende e finalmente canta meglio della prima volta, Francesca continua a capitanare con grazia e intelligenza il duo. Almeno stavolta ci si avvicina alla sufficienza. Voto: 6-

Irama – La genesi del tuo colore

Il testo contiene un messaggio di rinascita importante, l’arrangiamento è curato, moderno e ricco. Voto: 6,5

Extraliscio & Davide Toffolo – Bianca luce nera

Nel concetto di (extra) liscio risiede tutto quello che questo progetto racchiude. L’essenza strumentale è ricca, varia, prende con sé diversi generi e li riformula in modo naturale e in qualche modo fruibile. Il testo però non è all’altezza. Voto: 5,5

Ghemon – Momento perfetto

Quando c’è il groove, quello buono, l’artista è il primo a divertirsi e si vede. Avanti così Voto: 6,5

Francesco Renga – Quando trovo te

Questo non è affatto l’anno di Renga a Sanremo. Nemmeno la doppia esibizione lo aiuta a definire i dettagli di un’ interpretazione sottotono e costellata di errori. Voto: 4

Giò Evan – Arnica

In questo caso insisto nel dire che la canzone va ascoltata a occhi chiusi. Le parole sono giuste e significative. L’interpretazione sul palco, invece, lascia parecchio a desiderare. Voto: 5-

Ermal Meta – Un milione di cose da dirti

L’intima delicatezza con cui Ermal scrive e canta questa canzone è la chiave del suo successo. Quando si è bravi, tutto risulta semplice anche se non lo è. Voto: 7,5

Bugo – E invece si

Bugo è speciale nel suo saper scrivere in modo originale e mai scontato. La sua vocalità è debole, così come la sua interpretazione. Voto: 4,5

Fulminacci – Santa Marinella

Questa è una firma promettente con tante cose valide all’attivo. Anche questo testo è fresco e avvincente. Naturalmente il ragazzo si farà. Voto: 6

Gaia – Cuore amaro

Gaia poteva sfruttare decisamente questa occasione. La sua voce è particolare e ricca, avrebbe potuto incantarci e invece ha scelto un brano debole e un ritmo che non le si addice. Voto: 5

Random – Torno a te

Random sta sbagliando tutto. E’ palese che questa non sia assolutamente la sua comfort zone. Sarebbe interessante capire che tipo di valutazioni siano state fatte alla base. Male male. Voto: 3

Raffaella Sbrescia

 

 

Ritratti di Sanremo 2021- Le pagelle della terza serata

 Ritratti di Sanremo 2021- Le pagelle della terza serata

sanremo 2021

sanremo 2021

Noemi con Neffa – Prima di andare via (Neffa)

La falsa partenza di Neffa con una scalinata in solitaria e il fuori sync rovinano quello che sulla carta doveva essere uno dei migliori duetti.Noemi fa il possibile per recuperare in corsa ma non basta. Voto: 4,5

Fulminacci con Valerio Lundini e Roy Paci – Penso positivo (Jovanotti)

L’intento è fortemente ironico, la riuscita dell’interpretazione non è all’altezza delle aspettative ma l’intervento di Lundini e la dirompente energia di Roy Paci aggiustano il tiro. Voto: 6

Francesco Renga con Casadilego – Una ragione di più (Ornella Vanoni)

Un duetto veramente male assortito e la scelta di un brano assolutamente non adatto alle possibilità vocali di Renga in questo Sanremo. Casadilego troppo emozionata disperde la sua incredibile voce. Tutto sbagliato. Voto: 3

Extraliscio e Davide Toffolo con Peter Pichler – Rosamunda (Gabriella Ferri):

Quanta energia ma soprattutto quanta personalità. Questo è lo spirito giusto con cui affrontare una cover: farla propria divertendosi. Ben fatto! Voto: 7,5

Fasma con Nesli – La fine (Nesli)

Il microfono di Fasma è off e dopo un’altra falsa partenza, l’esibizione ricomincia. Dispiace per Nesli e per la sua canzone meravigliosa, Fasma non è riuscito a entrare nel brano e soprattutto non era assolutamente allineato con quella sua voce effettata dal vocoder. Voto: 4

Bugo con Pinguini Tattici Nucleari – Un’avventura (Lucio Battisti)

Chi troppo vuole, nulla stringe. Bugo alza la posta in gioco e prova a misurarsi con Battisti ma è una debacle. L’energia e la freschezza dei Pinguini Tattici Nucleari salvano la situazione ma il danno è ormai fatto. Voto: 5,5

Francesca Michielin e Fedez – Le cose che abbiamo in comune (Calcutta, Del Verde, Daniele Silvestri, Baldi, Jalisse)

Fedez molla gli ormeggi e si lascia andare insieme alla Michielin in un surreale viaggio prog trash. Premio alla simpatia Voto: 6

Irama – Cyrano (Francesco Guccini)

Irama da remoto fa meglio di molti altri colleghi. La sua interpretazione di Guccini è credibile e sentita. Voto: 6,5

Maneskin con Manuel Agnelli – Amandoti (CCCP di Giovanni Lindo Ferretti)

Che combo micidiale. Gli allievi riabbracciano il proprio mentore con un brano intenso, proprio come la loro esibizione curata in ogni particolare. Rock, bellezza, energia, arte. Voto: 9

Random con The Kolors – Ragazzo fortunato (Jovanotti)

Nessuno tocchi Jovanotti, soprattutto se ci si chiama Random e non si ha voce. Dispiace per i The Kolors che hanno davvero provato a fare il possibile senza riuscirci. Voto: 4,5

Willie Peyote con Samuele Bersani – Giudizi Universali (Samuele Bersani)

Willie Peyote dimostra una volta in più smisurata intelligenza. Lascia all’autore lo spazio necessario per dare lustro a una delle sue più belle canzoni. I suoi interventi sono pochi e misurati ed è giusto così. Voto: 7,5

Orietta Berti con Le Deva – Io che amo solo te (Sergio Endrigo)

Un grande classico per una cantante senza tempo come Orietta. In questo Sanremo sta insegnando parecchie cose ai più giovani, prima di tutto a cantare. Carina la combo con Le Deva. Voto: 7

Gio Evan con i cantanti di The Voice Senior – Gli anni (883)

Commovente il contributo dei cantati di The Voice Senior, Gio Evan prova a fare del suo meglio ma l’animo nostalgico della versione originale si perde inevitabilmente. Voto: 6-

Ghemon con Neri per Caso – Medley: Le ragazze, Donne, Acqua e sapone, La canzone del sole.

Ma che ne sanno i 2000. I Neri per Caso sono freschi come il primo giorno e anche Ghemon è galvanizzato dalla loro energia. Bravissimi Voto: 8

La Rappresentante di Lista con Donatella Rettore – Splendido Splendente (Donatella Rettore)

Abbiamo letteralmente adorato. Voce, grinta, energia, sano diverimento. Voto: 7,5

Arisa con Michele Bravi – Quando (Pino Daniele)

In punta di cuore, Arisa dà il bentornato a Michele che con un sussurro delicato rende omaggio all’immortale Pino Daniele. Commoventi. Voto: 7

Madame – Prisencolinensinainciusol (Adriano Celentano)

Le intenzioni di fare bene c’erano, l’energia pure ma a questa esibizione è mancata l’anima. Forse il paragone con l’originale ne smorza a prescindere le possibilità ma di fatto non ci ha sconquassato. Voto: 5,5

Annalisa con Federico Poggipollini – La musica è finita (Ornella Vanoni)

Un bel duetto. La voce pulita e cristallina di Annalisa incontra la potente e struggente chitarra di capitan Poggipollini. Belli e bravi. Voto: 7

Lo Stato Sociale con Sergio Rubini e I Lavoratori dello Spettacolo – Non è per sempre (Afterhours)

Molto apprezzato il messaggio impegnato de Lo Stato Social a favore dei lavori dello spettacolo. Giusto, necessario, fondamentale. Fosse anche solo per questo il voto è 7

Gaia con Lous and the Yukuza – Mi sono innamorato di te (Luigi Tenco)

Originale il tentativo di fare proprio l’immenso Luigi Tenco e provare a dare una nuova forma a questo indimenticabile classico. Questa volta premiamo il coraggio e l’umiltà. Voto: 6

Colapesce e Dimartino – Povera Patria (Franco Battiato)

Quanta attualità in questo brano e quanta infinita emozione nella voce e negli occhi di questi due artisti. Voto: 6,5

Coma_Cose con Alberto Radius e Mamakass – Il mio canto libero (Lucio Battisti)

Molto tirata l’interpretazione di Fausto e Francesca. Peccato, conoscendolin avrebbero potuto fare molto meglio. Voto: 5

Max Gazzè con la Magical Mistery Band – Del Mondo (Csi di Giovanni Lindo Ferretti)

Max Gazzè porta con sé all’Ariston Daniele Silvestri, Roberto Angelini e una band piena di grandi musicisti. Per molti ma non per tutti e va bene così. Voto: 7,5

Malika Ayane – Insieme a te non ci sto più (Caterina Caselli)

Brava Malika che riesce sempre a cucirsi le canzoni addosso. Interprete sopraffina. Voto 7,5

Ermal Meta con Napoli Mandolin Orchestra – Caruso (Lucio Dalla)

Questa era la punizione al 93’per Ermal e ha fatto direttamente goal riuscendo a misurarsi con un brano intoccabile o quasi. Voto: 7,5

Aiello con Vegas Jones - Gianna (Rino Gaetano)

Il coraggio in questo caso non è bastato. C’è da curare molto l’interpretazione e il dosaggio della voce. Peccato Voto: 5,5

 Raffaella Sbrescia

Coma_Cose: “Siamo al giro di boa come artisti e come persone”. Intervista

Si chiamerà Nostralgia ed uscirà il 16 aprile il nuovo album dei Coma_Cose che contiene Fiamme negli occhi, il brano in gara alla settantunesima edizione del Festival di Sanremo. Nostralgia, il loro nuovo lavoro è un viaggio alla scoperta di temi ed ambientazioni nuove tradizionalmente assenti dalla musica leggera.

Se Fiamme negli occhi è una fotografia, un istante fissato su carta, Nostralgia sarà la prima occasione per guardarsi indietro con un linguaggio ed un suono futuristico. Il brano sanremese racconterà il desiderio di prendersi cura della propria fiamma e passione, l’album tutto ciò che si è scaldato accanto a questo fuoco per qualche istante.

Francesca Mesiano e Fausto Zanardelli, in arte Coma_Cose si conoscono quattro anni fa. Il destino è subito chiaro: Francesca lavora in un negozio, Fausto è alla fine di un progetto cantautorale naufragato. Lui è sfiduciato, lei è ignara di quanto e come la sua vita cambierà e di quanto il suo contributo sarà importante per riportare in carreggiata lui. I due lavorano insieme in un negozio di accessori, vengono licenziati e decidono di provare a mettersi in gioco in tutto e per tutto, investendo pochi denari, tante risorse e tanti sogni per un tempo limitato: 6 mesi. Sulle prime Francesca propone a Fausto alcune sue amiche con la passione per il canto, lei è ancora all’oscuro delle sue potenzialità e preferisce rimanere defilata. Poi, un feedback dopo l’altro la convincono a provarci sul serio ed è tutto un susseguirsi di piccoli grandi traguardi fino all’approdo all’Ariston.

Coma_Cose

Coma_Cose

Intervista:

Fiamme negli occhi” è una canzone d’amore ma ci piacerebbe che la nostra storia arrivasse in toto. Qui si vede il compimento di un viaggio durato 4-5 anni, un percorso faticoso, costellato di sogni ed è per questo che vorremmo che potessero rivedersi in noi le persone che hanno dei sogni legati all’arte.

Mi sono ritrovato a dire “è finita” a 35 anni, ho iniziato a fare il commesso, Coma_Cose era qualcosa da fare a tempo perso la sera. Forse è valido quel ragionamento secondo il quale le cose fatte con più animo e senza paura di rischiare o di perdere niente sono quelle che funzionano di più. Incontrare Francesca è stata una chiave di svolta sia umana che professionale. Sono cambiato tanto, prima ero disilluso, cervellotico, mi sono rimesso in gioco senza mai dare niente per scontato, racconta Fausto. “Prima di trovare una forma di espressione propria ci vuole tempo. Il lavoro duro porta a una summa personale. Naturalmente ci vuole anche tanta vita da raccontare, ascoltare tanta musica, fare esperimenti, sporcarsi le mani con gli strumenti e aspettare a buttare tutto fuori subito. Se non si ha qualcosa di importante da raccontare, si viene percepiti come superficiali. Bisogna affinare tanto la personalità. Nel mio caso ho vissuto tanto prima di mettermi a scrivere canzoni e ho tante cose fa raccontare e buttare fuori”.

 Video: Fiamme negli occhi

Sulla stessa linea d’onda Francesca: Bisogna rendersi conto delle proprie debolezze e comprendere che se c’è qualcosa che non va, basta cambiare un po’ il tiro per migliorare. A livello musicale andiamo molto d’accordo, abbiamo gli stessi gusti. Ci siamo plasmati a vicenda. Sul resto invece no, è tutto uno scontro, litighiamo 3-4 volte al giorno ma non ci portiamo rancore. Stare sul palco insieme ci aiuta anche nella vita di tutti i giorni. Sanremo non l’abbiamo mai cercato veramente. Questo palcoscenico porta con sé quella sorta di importanza che si dà a una carriera. Ci piaceva l’idea che questo nostro progetto potesse arrivare ad un pubblico più ampio possibile. Quando abbiamo scritto questa canzone ci è sembrata perfetta perché parla di noi e volevamo presentarci per quello che siamo nella nostra essenza. Abbiamo scritto ben altre canzoni, certo, ma ogni tanto ci troviamo “ingabbiati” nelle canzoni d’amore e mai come in questo caso ci è sembrato perfetto così.

Per quanto riguarda la cover abbiamo scelto“Il mio canto libero” di Battisti, perché fa da sempre parte del nostro mondo e lo avevamo omaggiato in modo ancora più plateale con “Anima Lattina”. Ci accompagna da sempre e ci ispira. Battisti era molto moderno e lo troviamo perfetto per il nostro balance.

Il mio canto libero parte in modo intimo e poi si apre in un climax, le persone che si parlano aprono il raggio d’azione racchiudendo varie emozioni come felicita e liberazione; è una canzone quasi onomatopeica”.

Infine Fausto e Francesca ci regalano qualche anticipazione sul nuovo album in arrivo: “Il brano sanremese non è rappresentativo del disco né come sound, né come forma canzone. Lo è forse nell’attitudine. “Nostralgia” è un disco corto, tutt’altro che commerciale; ci sono 6 brani e uno strumentale e contiene tutta la poetica possibile. Ci sono testi intensi, il significato è fermarsi a guardare al passato e perdonarsi cercando di non giudicarsi troppo. Si tratterà di un concept disco piccolo, un po’ vintage, ma che segna un momento di cambiamento. Una serie di cose ci hanno fatto crescere, sono cambiati i pensieri e le responsabilità, siamo a un giro di boa come artisti e come persone. Per il futuro, vorremmo realizzare uno spettacolo più suonato. Meno fumi e laser e più sostanza. Il budget va ottimizzato, daremo più valore ai musicisti, vorremmo passare da 5 a 8 e per questo asciugheremo molto lo spettacolo dal punto di vista scenografico”.

Raffaella Sbrescia

 

Alberto Urso: “Sto scrivendo tante canzoni e sto lavorando anche ad un nuovo album. Ci sono tante cose in ballo”. Intervista

Ritratti di Note ha incontrato Alberto Urso, per raccontare del nuovo singolo “Amarsi è un miracolo” e dei prossimi progetti.  Il nuovo singolo è una ballata scritta da Alberto insieme a Daniele Coro e Diego Mancino. La produzione è di  Daniele Coro. “Amarsi è un Miracolo” parla della forza dell’amore che supera sempre ogni avversità,  Alberto la  interpreta con la sua voce potente e unica, capace a  trasmettere come sempre forti emozioni.

Il cantante siciliano, molto amato dai più giovani, ha anche risposto alle domande dei tanti fans che ci hanno scritto negli ultimi giorni.

Alberto Urso

Alberto Urso

Intervista

Alberto come è nata “Amarsi è un miracolo” ?

“Amarsi è un miracolo” è una canzone scritta un po’ di mesi fa. È nata di notte. È una canzone d’amore, nella quale parlo anche un po’ di me, di quello che vorrei.
Spesso noi cantanti, e in generale chi fa un lavoro per il quale è sempre in giro, può avere qualche difficoltà a vivere e a gestire dei legami sentimentali, che richiedono naturalmente una presenza costante, e magari si finisce per rinunciare alla persona che si ama veramente. Però, se il legame è forte, si trova sempre il modo di ritrovarsi. Magari poi ci si incontra nel luogo in cui tutto diventa “perfetto”.

Cosa ti ha guidato nella scelta della location del video della canzone ?

Mi sono innamorato subito della location, l’Appia Antica, perché è un luogo unico, iconico. Me ne sono innamorato a tal punto, da girarci il video. Sembra quasi che il muro dell’Appia Antica mi abbracci, è stato bellissimo.

Video: “Amarsi è un miracolo”

C’è una frase diventata virale qualche mese fa sui Social: “Mi manchi come un concerto”. In questa frase l’amore è paragonato alla musica. Immagino manchi anche a te.

Sì, tantissimo. Spero di aprire al più presto le date del nuovo tour, di fare concerti, di cantare in teatro. Davvero tutti non ne possiamo più di quello che stiamo vivendo.
Siamo bloccati da un anno. Sono sicuro che quando ci daranno il via libera, ricominceremo tutti a vivere alla grande. Io farò tanti concerti in giro per l’Italia.

Alberto, “Amarsi è un miracolo” farà parte di un prossimo album?

Sì, sto scrivendo tante canzoni e sto lavorando anche ad un nuovo album. Ci sono tante cose in ballo.

Alberto Urso interprete ed Alberto Urso autore. Come convivono queste due anime?

Beh, devo dire che quest’anno è stato fondamentale per tirare fuori tutto quello che avevo dentro, ed avvicinarmi al mondo autoriale. È bellissimo scrivere tutto quello che voglio dire, perché poi in quello che canto c’è dentro un pezzo di me. Ci sono io, e magari finisco per cantare le cose in una maniera totalmente diversa. È questa la bellezza che quest’anno mi ha regalato, coltivare la dimensione autoriale.

Alberto, c’è una domanda molto simpatica arrivata per te.
Qual è la cosa più folle che abbia mai fatto una Fan per te?

Sono tante le cose che le Fans hanno fatto per me: una fila per una giornata intera, prima di un concerto.
Un cannolo alla ricotta, arrivato la sera, dopo una intera giornata, con la ricotta sciolta e acida, ma c’era amore in quel cannolo. Anche una granita mi hanno portato una volta. Ha resistito dalle otto del mattino fino alle diciannove. Una granita in piena estate è un regalo folle, ma anche qui c’era amore…

Al di là della musica e della scrittura, qual è la cosa più bella capitata in un periodo così difficile e complesso?

Devo dire che negli ultimi mesi ho fatto tante bellissime esperienze, come cantare al Royal Albert Hall con Katherine Jenkins, e registrare in studi importanti. Queste sono esperienze che ogni artista sogna di fare. Sono molto grato a Katherine Jenkins e a tutte le persone che hanno reso possibile tutto questo.

Ci saranno in un futuro prossimo collaborazioni con altri artisti?
L’ artista più citata quando si parla di te, anche per l’amicizia che vi lega, è Giordana Angi.

Sicuramente ci saranno delle collaborazioni. Con Giordana c’è un rapporto di amicizia gigantesco. Non abbiamo ancora parlato di una nuova collaborazione perché siamo entrambi concentrati sulla scrittura al momento. Non escludo che tra le collaborazioni future ce ne possa essere un’altra con Giordana.

Hai mai pensato ad un progetto di Cover o ad un album in un’altra lingua, come l’inglese?

Sarebbe bellissimo. Certo per me è un po’ difficile scrivere in inglese o in un’altra lingua. Il processo di scrittura non è semplice, a partire da quello in lingua italiana, però farlo sarebbe bello, perché significherebbe che è arrivato il momento di portare la mia musica fuori dall’Italia.
Realizzare un album di cover, è un progetto al quale ho pensato, perché sarebbe portare il bel canto, la melodia italiana e le canzoni più famose anche all’estero. È un progetto che ho valutato, ma bisogna lavorarci con calma, per capire quale strada intraprendere.

Cosa provi quando sai che la tua musica arriva agli altri e aiuta qualcuno?

Questa è una cosa bellissima, perché quando si canta, si cerca di emozionare ed emozionarsi. Il nostro scopo deve essere anche quello di aiutare attraverso la musica.
La musica deve essere di aiuto a chi ne ha bisogno. Quando mi dicono che la mia musica aiuta, significa che ho fatto centro, che sto facendo bene quello che voglio fare, ovvero trasmettere un’emozione.
Questa è una cosa che mi fa stare bene.

Cosa è per te la felicità in questo momento della tua vita?

La felicità, al momento, sarebbe uscire presto dal Covid, e poi tornare a fare concerti in tutto il mondo.

Un pensiero a tutti i Fans e le pagine dedicate, che ogni giorno ti supportano e ti sono vicine.

Io adoro tutti i miei Fans, sono grato per tutto quello che fanno per me, per tutto l’amore che hanno nei miei confronti. Posso solo dire che sto preparando tante cose belle per loro e per tutti quelli che mi seguono. Non so mai come ringraziarli adeguatamente. Arriveranno tante novità. Molto presto…

Giuliana Galasso

Ritratti di Sanremo 2021 – Le pagelle della seconda serata

Ritratti di Sanremo 2021 – Le pagelle della seconda serata

sanremo 2021

sanremo 2021

WRONGONYOU – Lezioni di volo

Sono i 5 sensi che lo chiedono, se non sei con me non funzionano come devono, canta WRONGONYOU. La solitudine che prova a cercare leggerezza e vive nella speranza Voto: 6

GRETA ZUCCOLI – Ogni cosa di te

Ad ogni cosa dai un colore, fai evaporare il mio dolore. Questa ballad d’amore vive e vibra attraverso la voce soave e limpida di Greta. Voto: 7

DAVIDE SHORTY – REGINA

Funky, soul, verve, personalità, guizzo e good vibes. Voto 7,5

DELLAI – Io sono Luca

Uno canta e l’altro fa il mimo. Sono intercambiabili e cantano di un ragazzo che guarda il mondo con qualche disagio. Voto 6-

I BIG

ORIETTA BERTI – Quando ti sei innamorato

12 festival, l’ultimo 29 anni fa. La voce è piena, pathos, interpretazione. Finalmente il bel canto. Voto: 8

BUGO – E invece sì

Bella la campagna ma mi rende un po’ triste. Vogilo immaginarmi che non ho sbagliato e che il paradiso è il mio supermercato, canta Bugo. Ma dov’è la voce?  Voto: 5

GAIA – Cuore amaro

Ritmi dal sud del mondo per raccontare un cuore amaro, un disordine raro Voto:5

LO STATO SOCIALE – Combat Pop

Una rappresentazione scenica ricca di metafore, figure retoriche e travestimenti con un brano pop non scontato. Voto: 7

LA RAPPRESENTANTE DI LISTA – Amare

Il tocco magico di Dardust, la voce pura e potente di Veronica, una presenza scenica invidiabile regalano una performance all’altezza del palco anche se si tratta di qualcosa di molto diverso da quanto potessimo aspettarci. VOTO: 7,5

MALIKA AYANE – Ti piaci così

Con un brano enigmatico e una classe ormai nota, Malika accompagna per mano il pubblico da casa tra i meandri della sua voce sinuosa. VOTO: 7

ERMAL META – Un milione di cose da dirti

La forza di questa semplice canzone d’amore è la delicatezza con cui Ermal riesce a mettere nero su bianco un milione di emozioni. Il non detto acquisisce forza e trascina con sè tutto il resto. Voto: 8

EXTRALISCIO con Davide Toffolo – Bianca Luce Nera

Si rischiava una caciara, invece la performance è pulita e prova ad essere godibile sgusciando tra liscio, jazz, elettronica e rock. VOTO: 6

RANDOM – Torno a te

Sarà stata l’emozione dell’esordio ma Emanuele ha dato davvero l’impressione di cantare a caso. Peccato. VOTO: 4

FULMINACCI – Santa Marinella

Fulminacci sarà un crescendo in questo Festival. La sua delicatezza e bravura sono già cosa nota, con un’esibizione meno notturna riuscirà a farsi notare. VOTO: 6,5

WILLIE PEYOTE – Mai dire mai (la locura)

Finalmente una canzone politica che non le manda a dire a nessuno. Un testo vivo, necessario, vero e ricco. Bravissimo Willie. VOTO: 9

GIO EVAN – Arnica

Al prossimo ascolto chiudete gli occhi e lasciatevi incantare da un testo prezioso. VOTO: 7

IRAMA – La genesi del tuo colore

Un testo doloroso si accompagna a una ritmica incalzante e a una buona prova canora. Dispiace per non aver potuto gustare una performance live ma il brano merita. Voto: 6,5

Raffaella Sbrescia

 

 

 

 

 

 

 

Ritratti di Sanremo – Le pagelle della prima serata

Ritratti di Sanremo – Le pagelle della prima serata

sanremo 2021

sanremo 2021

I GIOVANI

GAUDIANO – Polvere da sparo

Le buone intenzioni ci sono, la sostanza meno. Sarà il mal d’amore al centro del testo ma la perfomance non convince. VOTO:4

ELENA FAGGI – Che ne so?

Giovane, fresca, innocente. Elena vive il palco con leggerezza ma il brano è debole per reggere l’Ariston. Voto:5

AVINCOLA – Goal!

Simone apre il suo mondo al pubblico o almeno ci prova con onestà e ironia. Peccato che le sonorità proposte siano molto, troppo somiglianti a tanti altri artisti contemporanei. Voto: 6-

FOLCAST – Scopriti

Questo ragazzo lavora con artisti del calibro di Tommaso Colliva e Rodrigo D’Erasmo. Il risultato sonoro è ricco e intenso e difatti c’è un’importante ipoteca sulla finale dei giovani. Voto: 7

I BIG

ARISA – Potevi fare di più

Sarebbe bello se Arisa scrivesse per sé. La sua anima è così ricca, così come la sua voce che, non ritengo difficile immaginare dei pezzi intrisi di sensibilità. In questo caso, la canzone di Gigi D’Alessio non è per lei e lo percepisce subito a pelle. Peccato. Voto: 5

COLAPESCE E DIMARTINO – Musica leggerissima

Mai come in questo caso la leggerezza è solo apparente. Il ritmo, i rimandi battistichiani e gli morriconiani dell’intro ci fanno sognare, ci portano lontano ma tra le righe c’è tanta verità, una verità pericolosa e che fa male. Due artisti dal repertorio di alto profilo che provano a farci sognare e ci riescono. Voto: 9

AIELLO – Ora

Aiello è un ragazzo che merita e che durante la sua esibizione non è riuscito a dosare tutta la dirompente energia che lo caratterizza. Il pezzo è coraggioso ed è intimo e sicuramente ad un secondo ascolto crescerà. Voto: 6

FRANCESCA MICHIELIN E FEDEZ – Chiamami per nome

Anche in questo caso parliamo di spreco. Sulla carta Michielin e Fedez sono un duo ampiamente rodato, abituato a mangiare a bocconi le classifiche. Per questo Sanremo hanno scelto un brano debole. Non basta che Francesca si faccia carico di dargli un senso e Fedez non può cercare giustificazioni nel mostrarsi teso. Non c’è coesione, non c’è amalgama tra le voci e il risultato delude. Voto: 3

MAX GAZZÈ e la Trifluoperazina Band – Il farmacista

Max è istrionico e ama mostrarsi in una veste sempre diversa. Sarebbe bello se questo ragionamento valesse anche per gli arrangiamenti delle sue canzoni. Il testo, come spesso accade per le cose realizzate da suo fratello Francesco, è geniale e originale ma non basta per imporsi in gara. Voto: 6

NOEMI – Glicine

Noemi è in grande forma ed è a Sanremo in cerca della vittoria. Il suo brano incarna lo spirito sanremese e ne rispecchia tutti gli standard. Sarà forse per questo che per un’ edizione diversa dagli schemi non è quello che in questo momento il pubblico sta cercando. Voto: 6-

MADAME – Voce

Enigmatica, misteriosa, affascinante. Madame ha un grande potenziale ma la sua voce sul palco dell’Ariston non ha convinto. Si spera possa fare meglio. Da rivedere. Voto: 5

MANESKIN – Zitti e buoni

Finalmente energia, voglia di esserci al 100% e fare di tutto per dimostrare quello che si è fino in fondo. I Maneskin sono cresciuti e bene, portano il rock a Sanremo e ci piace assaje. Voto: 8

GHEMON – Momento perfetto

R&B, l’hip-hop, il jazz, il soul convivono in Ghemon, che si mostra sempre originale e coraggioso. Voto:7

COMA_COSE – Fiamme negli occhi

Per chi conosce i Coma_Cose, la loro prima performance è stata destabilizzante. Occhi negli occhi e una dolcezza a cui non eravamo abituati. Voto: 6

ANNALISA – Dieci

Bella, algida, brava. Con una canzone all’altezza di queste caratteristiche potrebbe andare molto lontano ma così non è. Voto: 6-

FRANCESCO RENGA – Quando trovo te

Spiace dirlo ma Francesco Renga è stato protagonista di una performance scadente. Forse era stanco di aspettare, forse c’erano problemi di audio. Chi può dirlo. Di sicuro è tutto da rifare. Voto: 3

FASMA – Parlami

A lui l’ingrato compito di chiudere. Troppo autotune ma la personalità è tutta da scoprire. Anche qui urge una revisione magari a mente fresca. Voto: 4,5

Raffaella Sbrescia

Ritratti di Sanremo: Ermal Meta in gara al Festival di Sanremo con “Un milione di cose da dirti” presenta l’album “Tribù Urbana”

ERMAL META è in gara al 71° Festival di Sanremo con il brano “UN MILIONE DI COSE DA DIRTI”, contenuto nel nuovo album di inediti intitolato “Tribù Urbana”.

“Un milione di cose da dirti” è una canzone d’amore, una «semplicissima canzone d’amore», dal sound essenziale, pochi accordi per raccontare qualcosa di personale ma capace di risuonare anche a livello universale. Con questa ballad, il cantautore torna sul palco del Festival con la voglia di emozionarsi ed emozionare insediandosi con le sue parole sotto l’epidermide.

Parlando del suo nuovo album, Ermal Meta lo descrive come un lavoro pensato, scritto, realizzato e suonato immaginando di essere in platea, mimetizzato tra il pubblico, esattamente come chiunque di noi che, dopo più di un anno, torna a vedere un concerto con l’intento di lasciarsi trascinare e cantare a squarciagola. Ermal Meta non è rimasto confinato all’interno di un unico genere, il suo sound è di respiro internazionale, prende ispirazione dalla matrice rock degli esordi ma avanza spedito alla ricerca di nuovi suoni in modo sempre misurato e bilanciato. Mai come in questo caso il verbo “play” si addice perfettamente alla natura di “Tribù urbana”.

Nel frattempo Ermal Meta torna al Festival di Sanremo con uno spirito completamente diverso, l’obiettivo non è strettamente legato a una possibile vittoria bensì alla voglia di salire sull’unico palco in cui si possa cantare dal vivo in questo momento e, per chi come lui, respira musica da 20 anni, forse è questa la vittoria più importante in una situazione critica come quella che stiamo affrontando tutti. Nella canzone i personaggi non sono confinati in nomi e cognomi, ogni storia è un incantesimo e anche questa cerca di esserlo annullando i confini tra l’uno e l’altro. Un evento d’amore verticale in un crescendo di emozioni. Anche dal punto di vista visivo ci saranno importanti novità: forte del grande successo riscontrato dai suoi ultimi videoclip, anche Ermal Meta ha intuito l’importanza di porre l’accento sull’estetica dei propri lavori visuali e anche questa volta ha deciso di stupirci con un lavoro speciale e ragionato.

Ermal Meta

Ermal Meta

Per quanto riguarda la serata dei duetti al Festival di Sanremo, Ermal Meta spiega: “Canterò il 4 marzo ma non ho fatto un calcolo delle date. Per questo ho scelto “Caruso” di Lucio Dalla anche se tutti mi hanno sconsigliato di farla. Sono fatto così, cerco di andare controcorrente, preferisco misurarmi con i miei limiti, mettere i guanti e toccare l’intoccabile. Magari sbaglierò ma voglio misurarmi con questa canzone, vorrei provare a tirare una punizione al 93’ e vedere se mi avvicino allo specchio della rete. Insieme a me ci sarà la Napoli Mandolin Orchestra. Un giorno mi sono messo al pianoforte e ho registrato una take di “Caruso” e l’ho inviata al maestro Diego Calvetti a cui ho chiesto un arrangiamento degno della grandezza della canzone. Dato che è sempre molto difficile accostarsi a certe canzoni, gli ho suggerito che volevo farla con dei mandolini che fossero di Napoli. È stato Diego a parlarmi del gruppo e ovviamente ho subito detto di sì. Sarebbero dovuto essere 12 ma ci hanno consentito di poterne invitare solo 4. Sono sicuro che sarà stupendo, la canzone napoletana non mi ha formato ma, anche senza poter riuscire a spiegarne il motivo, sento un legame molto forte con Napoli. La prima volta che ci sono andato mi sono sentito a casa, la sento molto vicina e credo che sia la rappresentazione dell’Italia intera. Chi non capisce Napoli, non può capire l’Italia, anche musicalmente parlando. Ad ogni modo preferisco la serata delle cover rispetto alla rivisitazione degli inediti perché ti misuri con canzoni che conoscono tutti e le persone non devono far fatica potendosi concentrare solo sull’interpretazione che ne fanno i cantanti in gara”.

ermal-meta-tribu-urbana

Tornando al disco “Tribù Urbana”, Ermal Meta racconta: “In questo lavoro lavoro ci sono storie nascoste. Ad esempio il brano “Invisibili” è una canzone molto importante nata dopo un viaggio negli USA durante il quale ho fotografato tanti homeless fino a fermarmi a parlare proprio con uno di loro. Nel giorno del suo compleanno, quest’uomo mi ha raccontato parte della sua vita e ho pensato che quella fosse una bella storia che nessuno avrebbe mai ascoltato e voluto darle un mezzo per farla volare. Tutti noi siamo stato invisibili almeno una volta, nella mia canzone gli invisibili diventano supereroi. C’è poi il brano “Stelle cadenti” che magari sulla carta poteva essere il brano più adatto per Sanremo ma in realtà mi sembrava pù giusto andarci con una ballad. Questa canzone è la vita fotografata in modo molto artistico ma poco nitido, questo aspetto la rende sicuramente più estiva. Un altro brano fondamentale è “Nina e Sara”: la storia è ambientata nel 1987 e ci porta a riflettere sul fatto che la nostra libertà individuale è ancora confinata tra mille tabù. La vicenda nasce da una storia personale, da ragazzino a 16 anni avevo una fidanzatina che spesso si comportava come un’anima in pena sia con me che con gli altri. Non ero in grado di capire cosa avesse, non ero in grado di spiegarlo. Solo dopo due o tre anni che ci eravamo lasciati l’ho ritrovata felice e fidanzata con una ragazza. La società non le ha dato gli strumenti per comprendere di non essere in errore e ancora oggi c’è una strada molto lunga da percorrere su questo tema. Quando la rividi, pensai a quanto potesse aver sofferto negli anni precedenti e ho voluto omaggiarla con questa canzone. Questo è un disco strano per me, ci ho lavorato con la voglia di libertà quando la libertà mancava, non ho pensato a nessuna collaborazione. Ho fatto qualcosa con un mio grande amico ma è un progetto che esula da questo album e l’ho fatto per puro gusto artistico. Ci sono troppi feat in giro, spesso anche scollegati tra loro. La verità è semplicemente non ho pensato di chiamare nessuno e va bene così”.

Raffaella Sbrescia

 

Ritratti di giovani autori: intervista a Evandro

Ritratti di Note ha incontrato ed intervistato Evandro, il giovante cantautore romano, che fino a qualche settimana fa, ha fatto parte della classe della nuova edizione di “Amici”, il Talent condotto da Maria De Filippi.
Evandro ha risposto simpaticamente alle mie domande, e alle tante domande dei fans che hanno inondato i nostri Social negli ultimi giorni.

Evandro

Evandro

Evandro partiamo proprio da “Amici”. Il tuo personale bilancio di questa esperienza.

Beh, devo dire che la partecipazione ad “Amici” mi ha dato tanto e il bilancio è positivoè stata una bellissima esperienza, e adesso è diventata un bellissimo ricordo.
“Amici” mi ha messo alla prova, sia come persona che come musicista. È stato fortemente formativo ma anche impegnativo, però, come ho detto anche in trasmissione, sono queste le cose che fanno crescere.

Parliamo del tuo inedito, già molto ascoltato, “Guacamole”. Come è nata questa canzone?

“Guacamole” è nata in un periodo “vuoto” della mia vita. Ero appena arrivato in Inghilterra, cambiando la mia vita nel giro di dieci giorni. Sono partito per frequentare una scuola statale lì e avevo appena lasciato la mia fidanzata dopo una relazione durata tre anni. Ho scritto “Guacamole” in questa fase, ed è stata la mia prima prova di scrittura. Il tema principale della canzone non è l’amore ma il vuoto raccontato attraverso una relazione. La storia d’amore è stato un espediente per raccontare quel periodo di tedio e noia totale.

Lyric video: Guacamole

C’è molta attesa da parte dei tuoi fans per il video di “Guacamole”. Verrà pubblicato?

Il videoclip era pronto prima che uscissi dal Talent e, secondo me, era anche molto carino. Ci sono stati problemi sulla pubblicazione, sto lavorando per modificarlo e lo sto rimettendo a posto. Spero di pubblicarlo al più presto.

Un’altra tua canzone molto amata è “Roma Centro”. Uscirà come singolo?

Certo, bisogna solo capire quando farlo uscire. Spero che tutti siano abbastanza pazienti da aspettare.

Cosa ami fare nel tempo libero?

Leggere, quando ci riesco. Il telefono mi distrae molto. Poi mi piace molto disegnare, pratico una sorta di funambolismo che si chiama Slacklining, e salto la corda. Quest’ultima cosa mi riesce molto bene.
Senza dimenticare che studio anche…

A proposito del disegno, come è nata la tua pagina Instagram di disegni Scarasbratti?

La pagina è nata nello stesso periodo del brano “Guacamole”. Non avevo molta voglia di comunicare con le persone che mi circondavano e con le quali non ero in sintonia, e mi sono dedicato al disegno. Ho pensato “Apriamo una pagina Instagram e vediamo cosa succede”…

Cantautori preferiti oltre Bob Dylan?

Tra i giovani cantautori mi piace molto Giorgio Poi. Tra i classici, Lucio Dalla e Kate Bush. Lei è una grande…

Cosa ti ha insegnato l’esperienza di “Amici?

Tante cose. Ogni settimana, dal punto di vista musicale, riuscivo a capire cosa avessi imparato. Una settimana imparavo qualcosa sull’interpretazione, un’altra settimana qualcosa sulla tecnica. Dentro la casetta, convivere con quindici sconosciuti, con i quali inevitabilmente non si è sempre in sintonia, mi ha insegnato molto dal punto di vista umano.
Io ho costruito quasi con tutti gli altri ragazzi un bellissimo rapporto, sono persone che rivedrò volentieri anche fuori dalla scuola. Anche le situazioni di difficoltà, le tensioni tra noi, mi hanno insegnato umanamente a gestire meglio diverse situazioni al di fuori della casa.

So che hai costruito un profondo legame di amicizia con un altro artista di “Amici”, il ballerino Samuele Barbetta.

Eh sì, Samuelito mi manca molto. So che ci rivedremo presto perché lui verrà a trovarmi a Roma ed io andrò a casa sua a Padova. Abbiamo in programma di visitare insieme Chioggia e di mangiare tanti Kebab. Sono passato dal vederlo per tre mesi tutti i giorni, perché siamo stati anche compagni di stanza, a non vedere più quotidianamente le sue splendide coreografie, o le sue cose particolari, come dormire sul pavimento. La sua mancanza si fa sentire abbastanza…

Tra i tuoi prossimi progetti c’è anche un Album?

Sì, necessariamente. A meno che non decida di lasciare la vita del cantautore (ride) No, scherzi a parte, ci sto lavorando, vediamo come andrà…

Una domanda decisamente simpatica. Sei già stato fermato per strada da qualche fan scatenato?

Sì, pensavo che non succedesse per niente. Sono stato fermato per strada già tre volte.
In particolare, una volta, mi è presa una scarica di adrenalina, ero al bar a prendere una birra con una amica quando la cassiera mi guarda ed esclama… “Ma tu sei Evandro di “Amici”?…Lì mi è esploso il cuore. Non ci si abitua facilmente a queste cose.

Una frase che ti hanno dedicato in molti è ”Bubi sei fortissimo”. Un pensiero a tutti i fans che ti hanno scritto.

Sto ricevendo una quantità di supporto e di affetto che mai avrei immaginato nella vita. Sembra scontato dire “Grazie”, ma io ringrazio davvero di cuore le pagine dedicate e tutti i fans. Senza di loro, sarebbe stato più duro uscire dal Talent, invece, grazie al sostegno che mi sto portando dietro, mi sento compreso da tutti i ragazzi che mi seguono. Siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Li adoro.

Giuliana Galasso

Ritratti di giovani autori: intervista a Elena Faggi in gara a Sanremo Giovani

Ritratti di Note ha incontrato ed intervistato Elena Faggi, la cantautrice diciannovenne che quest’anno sarà in gara tra i Giovani al Festival di Sanremo con il brano “Che ne so”.

Elena Faggi

Elena Faggi

Elena, le tue sensazioni a pochi giorni da Sanremo 2021. Sarà un Festival particolare, senza pubblico, ma credo che l’emozione si farà sentire lo stesso

Sì, è vero, l’emozione ci sarà, e comunque io sono già molto emozionata. Diciamo che è da Dicembre che sto aspettando questo momento e, arrivata a questo punto, mi sembra che il tempo sia volato, manca davvero poco. Non ho il tempo di annoiarmi perché sono sempre piena di pensieri e di cose da fare, e sono grata di tutto ciò. In un periodo così cupo, farò un’esperienza così importante che mi permetterà anche di regalare un po’ di leggerezza grazie al mio pezzo.

Stiamo ascoltando da molte settimane, in radio e su tutte le piattaforme digitali, il tuo pezzo “Che ne so”. Per questa canzone ha avuto un peso importante l’arrangiamento di tuo fratello Francesco Faggi.

Sì, per la canzone ho scritto io testo, musica e melodia. “Che ne so” era nata da un’idea di voce e ukulele. L’ arrangiamento che ha fatto Francesco ha donato un valore aggiunto. L’ha cambiata decisamente in meglio. È diventata la canzone che avevo scritto io, ma con più musicalità. Francesco l’ha resa in qualche modo “speciale”.

Video: Che ne so

 

Facciamo un passo indietro.
Quando è scoccato il colpo di fulmine tra te e la musica?

Praticamente da sempre. Ho iniziato piccolissima, avevo quasi sei anni. Ho iniziato a quell’età a suonare il violino, poi ho cominciato a prendere lezioni di teatro e di musical, e alla fine sono venute anche le lezioni di canto. Dopo l’esperienza di Italia’s Got Talent nel 2017, ho iniziato anche a scrivere le prime canzoni.

A proposito di Italia’s Got Talent, che ricordi hai di quell’esperienza, condivisa con tuo fratello Francesco? Tra l’altro, dopo l’esibizione, avete ricevuto subito anche il Golden Buzzer, che vi ha portato direttamente in finale.

Italia’s Got Talent è stata un’esperienza unica. Io e Francesco non ci aspettavamo assolutamente di ricevere il Golden Buzzer. Io avevo solo quattordici anni, ma stare su quel palco, con tutte quelle persone, mi ha fatto capire che è lì, su un palco, che voglio rimanere, spero per il resto della mia vita.
Vorrei lavorare con la musica per sempre.

Con tuo fratello Francesco, c’è un legame profondo, anche dal punto di vista professionale. Ti accompagnerà a Sanremo e ti seguirà in qualche modo in questa esperienza?

Sì, Francesco sarà proprio con me sul palco. Sarà di fianco a me, al pianoforte a coda, e questo mi rende ancora più felice.

Quale genere di musica hai ascoltato fin da piccola, e ti ha formato poi anche artisticamente?

Da piccola, e di questo ringrazierò sempre mio padre, ho ascoltato molto i Queen, Michael Jackson ed Elisa, poi crescendo, ho iniziato ad ascoltare Ed Sheeran, Billie Eilish, Bruno Mars. Negli ultimi due anni mi sono dedicata molto all’R&B americano. H.E.R. è un’artista che amo alla follia…

Il brano “Che ne so” racconta di quella fase dell’innamoramento in cui ci sono ancora dubbi sulla persona che abbiamo di fronte, e non sappiamo ancora se siamo ricambiati.
Credo che la forza di questa canzone sia anche nella frase “Forse un po’, forse no, che ne so”; in queste parole ci sono i tuoi diciannove anni, ma anche i nostri quaranta, e gli anni di tutti, perché il messaggio che dà è davvero trasversale.

Mi fa piacere che tu mi dica questo, perché questo è il mio obiettivo. Alla fine, io non scrivo per riferirmi solo ad un determinato gruppo di persone. Voglio che il mio messaggio possa essere condiviso più o meno da tutti, che ognuno possa interpretarlo come vuole. È bellissimo sentirsi dire questa cosa…

Cosa ti aspetti da questo Festival, e cosa ti aspetta dopo?

Per me il Festival è una grande vetrina, un evento che non mi aspettavo di vivere a questa età. Lo affronterò con il massimo dell’energia, cercando di dare il meglio di me stessa. So che sarà un’esperienza unica.
È un inizio importante. Poi lavorerò perché il futuro sia sempre migliore.
Dopo Sanremo farò sicuramente uscire un altro singolo. Per il resto preferisco non spoilerare ancora.

Ti abbiamo sempre vista e ascoltata in duetto con tuo fratello Francesco.
Un altro artista, italiano o internazionale, con il quale ti piacerebbe duettare in futuro?

Tra gli italiani, Frah Quintale.
Tra gli internazionali, Ed Sheeran, ma anche Ella May, H.E.R., Amalia. Se si sogna, bisogna farlo in grande.

Giuliana Galasso

Ritratti di Sanremo. Aiello: Al Festival presento “Ora” e il mio nuovo pop “Meridionale”

Cosentino di nascita, romano di adozione, AIELLO parteciperà al Festival di Sanremo 2021 nella sezione Campioni con il brano “ORA”, che sarà incluso, così come i precedenti singoli estratti, nella tracklist del nuovo progetto discografico dell’artista intitolato “Meridionale” in uscita il 12 marzo 2021.

MERIDIONALE AIELLO

“Il mio secondo disco è un progetto a cui tengo particolarmente. Dopo “Ex-Voto”, questo nuovo lavoro rappresenta un modo per provare a confermare a chi mi ha apprezzato che non si è trattato solo di un abbaglio. Si tratta di un lavoro di grande onestà e trasparenza, l’ho portato avanti senza tradirmi cercando di fare un passo in avanti e di evolvermi seguendo il mio modo di vivere la musica. Il titolo rispecchia le mie origini e omaggia la Calabria, la terra che mi ha dato la voce. Una terra spigolosa, aspra, piena di ombre ma molto bella e molto generosa, circondata dal mare e dai sapori forti. Volevo accendere una luce su una terra di cui si parla poco, non si tratta di dualismo; vivo a Roma e amo Milano. Il meridione appartiene a tutti e la musica è contaminazione, è mescolare cose diverse e questa è la mia visione. Nel mio album ascolterete pop, clubbing, sonorità street, urban, classic in un turbinio di colori diversi.

La mescolanza tra generi musicali non è un lavoro artificioso. La mia terra è stata particolarmente soggetta a diverse colonizzazioni, ho voluto racchiudere un percorso culturale nel mio linguaggio contemporaneo, parlo di storie nuove ma anche di qualche storia che non sono riuscito a cancellare. Il disco gode della presenza di tre produttori: Brail, Alessandro Forte e MACE che, invece, ha coprodotto il brano sanremese. Sulla base di questa premessa spero che l’ascolto possa offrire diversi spunti. Ragiono in ottica di live, da spettatore ho sempre sognato una musica fatta di abbracci, lacrime e sudore; questa è la mia visione. La carnalità e la passione sono due caratteristiche che mi rispecchiano e che ho sempre riscontrato nelle popolazioni del sud del mondo nonché nel mio modo di vedere le cose e soprattutto la musica.

Nel brano “Ora” racconto la storia di un ragazzo che si appresta a vivere una storia d’amore e, come spesso accade, lo fa tramite il sesso: un sesso curativo ma non abbastanza, tossico ma solo in parte. Si tratta di un pezzo molto carnale, urlo di essere stato uno stronzo, non è banale ammetterlo, di solito è più facile incolpare qualcun altro, lo stronzo sono stato io e me ne assumo la responsabilità.

Ero solo nella mia casa di Roma, ho realizzato di avere delle colpe, ho parlato di sesso, un sesso speciale, che ho definito ibuprofene. Sono scappato, me sono pentito, non si può tornare indietro ma era giusto che chiedessi a me stesso cosa fosse accaduto e spiegarmelo. Ho voluto vestire le parole in modo non scontato, non volevo tradire la mia visione di musica.

 

Sono sempre stato un fan del Festival di Sanremo, tanti lo considerano pesante ma alla fine siamo tutti a guardarlo e a giudicarlo. Non ho mai pensato che fosse un passaggio obbligato per la carriera, l’anno scorso non ci pensavo assolutamente e neanche qualche mese fa, poi il momento particolare ha inciso. Sanremo è il più grande palco della musica live, Amadeus ha allargato molto i generi, il cast è cool, contemporaneo, giovane. Nel mio brano pop, classic e urban si incrociano provando a essere veraci alla ricerca di larghi abbracci sempre più stretti. Il Festival mi darà tre grandi regali: suonare con una grande orchestra, arrivare al maggior numero di persone possibili e poter tornare a suonare dal vivo. Inutile prevedere grande forza e consapevolezza, arrivo sul palco con coscienza maggiore e forte del fatto che tutto questo me lo sono sudato da solo se non con il sostegno delle persone che credono che io valga qualcosa. Ai tuoi live arrivi con una certa tensione ma ti senti anche protetto, a Sanremo sarò tra i big ma sarò il più piccolo dei big, avrò la responsabilità di conquistare tutti, un ruolo molto più difficile che cantare a casa propria. Se dovessi arrivare ultimo e avere i concerti pieni andrebbe benissimo così.

Aiello_ph Gabriele Gregis

Aiello_ph Gabriele Gregis

Sto lavorando per crescere e spero che questo traspaia soprattutto dal mio nuovo lavoro. Porto come esempio il feat. con Sum un’artista napoletana della scena r’nb che vive tra Milano e Londra. Ho chiesto un feat di qualità con un talento in fase di fioritura e l’ho incontrata personalmente al Giffoni Film Festival. Volevo Napoli nel mio disco, la volevo donna, brava, figa, cool e di alto livello. Quando lavoravamo al brano “Di te, niente” ho vissuto tutto il tuo entusiamo e spero di meritarmi la sua fiducia. Anche un artista piccolo rischia nell’ affiancarsi ad un altro progetto in via di sviluppo a cui si viene poi affiancati in seguito. Culturalmente la Campania e la Calabria sono legate da sempre, quella magia che immaginavo possibile si è concretizzata e ne sono orgoglioso.

Tra gli altri brani del disco, vorrei porre un focus anche su “Farfalle”. Il primo pezzo dell’album vuole dare subito uno scossone, si entra a gamba tesa nel viaggio sonoro con suoni più stronzi ma con un cuore sempre morbido. Poi c’è “Scomposto”, la ballad per eccellenza del disco nonché il pezzo manifesto della mia persona. Vivo tutto in modo poco abbottonato, poco schematizzato, seguo il flusso, sono sempre molto fluido nel racconto e nella condivisione delle mie visioni. Con il brano “Per la prima volta” vi dimostro che io sono uno che vuole ballare. Tutte le volte che hanno provato a incasellarmi, sono sempre scappato. Non sono un sottone né un angelo, la clubbing music mi fa volare e mi piace mostrare che si può ballare e sorridere oltre che riflettere sulle macerie delle storie passate”.

 

Previous Posts Next Posts