Memorie del Principio: Theo Allegretti si ispira ai filosofi presocratici per un piano solo di grande carattere

Memorie-del-principio-640x400

Pianista, compositore, improvvisatore. Theo Allegretti, tarantino di nascita ma romano d’adozione, pubblica “Memorie del Principio”, un lavoro in piano solo edito da Dodicilune e distribuito da IRD, in cui l’artista segue un filo conduttore ben preciso, ovvero i fondamenti del pensiero occidentale. Un progetto nato da una ricerca personale, ancorché artistica, in cui l’analisi si è incentrata su primari interrogativi e principi etico-morali universali. Talete, Anassimandro, Senofane, Eraclito, Parmenide, Anassagora, Democrito e Aristofane sono i pensatori/poeti chiamati in causa da Allegretti; frammenti del pensiero presocratico risalenti al VI e V secolo a.C. trovano espressione nei 9 brani che il musicista compone affidandosi ad un linguaggio personale che confluisce nella commistione e nella rielaborazione di diversi generi e l’uso di sonorità evocative.

Theo Allegretti

Theo Allegretti

Ispirato da uno spettacolo di “teatro-musica” consistente in un “reading” di musica d’atmosfera con testi di poesia e prosa degli albori del pensiero filosofico, Allegretti ha fatto sì che in questo contesto la musica si facesse reale interprete del testo senza accontentarsi del ruolo di colonna sonora. Successivamente il musicista ha voluto dare ai materiali sonori una sorta di sistematizzazione attraverso una complessa opera di sintesi e cristallizzazione. Per ciò che concerne in particolare lo stile compositivo, Allegretti ha fatto ricorso ad un mélange di ambient-jazz atmosferico, minimale ed etnico, con allusioni a stilemi della musica greca antica, rivisitata in maniera originale. I nove brani che derivano da questa operazione rappresentano un viaggio lungo un percorso che attraversa idealmente i primordi del pensiero filosofico. Ognuno dei sette pezzi principali è dedicato ad un filosofo ed al rispettivo pensiero, con un proprio “mood” ed una propria ratio. A corredo di ogni brano si è cercato di compendiare gli scritti da cui le musiche sono tratte in modo da fungere da contesto, chiave di lettura, spunto di riflessione nonché bussola per orientarsi nell’ascolto di questo itinerario. Tali testi sono tratti dalla prima edizione italiana della monumentale opera di H. Dielse e W. Kranz che raccoglie l’intera documentazione sui presocratici (“I presocratici. Testimonianze e frammenti”, a cura di Gabriele Giannantoni. Bari: Laterza, 1969). Per continuare a lasciarsi travolgere dai progetti di Theo Allegretti tenete d’occhio anche  la collaborazione in atto con il teorico della musica intuitiva Andrea Ceccomori e con la cantante e musicista persiana Farzaneh Joorabchi, il risultato sarà sicuramente ancora una volta visionario.

Raffaella Sbrescia

Mamma Quartieri: capriole di suoni e di emozioni nel capolavoro solista di Giglio

Giglio live @ Spazio Nea - Napoli ph Luigi Maffettone

Giglio live @ Spazio Nea – Napoli ph Luigi Maffettone

Giglio, nome d’arte di Raffaele Giglio, già frontman dei Gentlemen’s Agreement, sceglie di reincarnarsi in un napoletano doc e lo fa con “Mamma Quartieri”, un album solista, in uscita il 15 aprile per l’etichetta Full Heads, che attorciglia i nervi e risucchia le pareti dello stomaco. Registrato in presa diretta nella cripta della Basilica di San Severo a Capodimonte, al Sanità Music Studio, questo lavoro racchiude nove tracce che disegnano le linee guida di quello che potrebbe sembrare un musical e che, invece, è un affresco di vita vissuta. Teatro, commedia dell’arte, cinema convergono in brani che trasudano tenerezza e umorismo, romanticismo e disincanto.

Giglio live @ Spazio Nea - Napoli ph Luigi Maffettone

Giglio live @ Spazio Nea – Napoli ph Luigi Maffettone

Giglio debutta raccontando personaggi perduti: figli strampalati, femminielli, pazzi inafferrabili, zingari, carcerati, vergini, mariuoli, mamme addolorate. Gli arrangiamenti, caldi, ricchi  e appassionati, sono firmati dal musicista e autore napoletano, così come lo sono i testi, eccezion fatta per “Figli ‘e Ddio . Le melodie si barcamenano tra atmosfere circensi, nella sapienza dell’habanera, nelle ballad a fil di voce, nel western-dub, sospesi tra hammond e vibrafono, campanacci, tamburelli berberi, timpani e fisarmonica, surdo, clarinetti, synth, trombe e chitarre.

Giglio live @ Spazio Nea - Napoli ph Luigi Maffettone

Giglio live @ Spazio Nea – Napoli ph Luigi Maffettone

“Mamma Quartieri” è figlio dell’istinto ma anche di intense sessioni di studio: «Abitavo nei Quartieri Spagnoli, lì vivevo e io sono ciò che vivo/vedo. Ed essendo un suonatore, descrivo lo spazio che mi circonda. La scelta dei personaggi protagonisti delle storie cantate è motivata dal fatto che io realmente ho vissuto quei personaggi: dallo scippatore al femminiello alla Madonna senza occhi. Fino ad arrivare ad amici di quartiere che improvvisamente sparivano per andare a vivere in carcere», spiega Raffaele Giglio.

Giglio live @ Spazio Nea - Napoli ph Luigi Maffettone

Giglio live @ Spazio Nea – Napoli ph Luigi Maffettone

«L’utilizzo della lingua napoletana è stato spontaneo e, come mia prassi, ho approfondito il tema studiando, comprando pile di libri. Così facendo ho scoperto gli autori più vicini al mio modo di vivere ed essere. Raffaele Viviani mi ha emozionato; il suo descrivere è il mio, la sua gente la ritrovo ancora oggi ma filtrata da questo presente. Canto nella mia lingua senza uno scopo ben preciso. È un modo per essere più sinceri, è il mio dialetto e le mie orecchie sono preparatissime proprio perché lo vivo e lo sento dal primo giorno della mia vita. Tutt’al’più è ridicolo non averlo fatto prima. Ho studiato molto, approfondendo la grammatica con il maestro Salvatore Palomba e ho capito ancora di più la fortuna di essermi “reincarnato”, questa volta, in un napoletano», conclude. A noi non rimane che esortarvi a non perdervi questo piccolo e prezioso scrigno di emozioni.

Raffaella Sbrescia

Photogallery a cura di: Luigi Maffettone

Giglio live @ Spazio Nea - Napoli ph Luigi Maffettone

Giglio live @ Spazio Nea – Napoli ph Luigi Maffettone

Giglio live @ Spazio Nea - Napoli ph Luigi Maffettone

Giglio live @ Spazio Nea – Napoli ph Luigi Maffettone

Giglio live @ Spazio Nea - Napoli ph Luigi Maffettone

Giglio live @ Spazio Nea – Napoli ph Luigi Maffettone

Giglio live @ Spazio Nea - Napoli ph Luigi Maffettone

Giglio live @ Spazio Nea – Napoli ph Luigi Maffettone

Marta Sui Tubi live al Quirinetta di Roma: Lostileostile è già da antologia

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Comincia dal Teatro Quirinetta di Roma la nuova attesa avventura live dei Marta Sui Tubi. L’affermato trio folk-rock-hardcore porta sul palco buona parte dei brani contenuti nel sesto e ultimo album di inediti, intitolato “Lostileostile”. Grinta, carattere, personalità e ricerca confluiscono all’interno di un progetto artigianale che testimonia consapevolezza compositiva, indolenza, cinismo ma soprattutto qualità. Frutto di una tra le più spettacolari campagne di Crowfunding italiane, “Lostileostile” è un disco libero, in grado di assecondare diverse attitudini: si va dalla rinnovata potenza espressiva e dirompente della voce di Giovanni Gulino alla visionarietà della chitarra di un ispiratissimo Carmelo Pipitone fino all’ineludibile bellezza catartica della batteria di Ivan Paolini.

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Non è la prima volta che i Marta Sui Tubi tornano a suonare in trio ma adesso i tre hanno decisamente alzato la posta in gioco con l’intento di sviluppare un suono ancora più robusto e tagliente. “Qualche kilo da buttare giù” è la prima traccia dell’album, quella che lo stesso Gulino ha definito “la canzone d’intenti”, la prima prodotta in trio e che ha dato vita a questa creatura il cui filo conduttore è il tema dell’incontro. Ci sono incontri dai cui nascono amicizie (Amico Pazzo), incontri che diventano amori (Un pizzico di te), incontri che diventano scontri come  succede in (Da dannato). All’interno del disco anche un incontro generazionale, quello con Gigliola Cinquetti, che canta insieme a Gulino nell’ispirata ballad “Spina Lenta”; la cantante si è calata perfettamente nel mood del pezzo e l’ha cantato in maniera autentica e coinvolgente.

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

L’incontro più importante, che caratterizza il disco in maniera decisiva è quello con il synth: rispetto ai lavori precedenti, sintetizzatori e da suoni elettronici irrompono negli arrangiamenti con un significativo peso specifico. La vena pop delle liriche e del cantato viene smorzata dagli arpeggi della chitarra acustica inacidita dai distorsori. Il risultato è un mix di sonorità e influenze agli antipodi, folk, metal, rock, psichedelia che si incontrano e si condensano lasciandoci un brivido sulla pelle.

Raffaella Sbrescia

Photogallery a cura di: Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Marta Su Tubi live @ Teatro Quirinetta ph Roberta Gioberti

Setlist del concerto di Roma

Qualche kilo da buttare giù
Amico pazzo
La calligrafia di Pietro
Il primo volo
Spina lenta
Da dannato
+D1H (Più di un’ora)
Un pizzico di te
Un amore bonsai
Cromatica
Dispari
Il Delta del poi
Rock + roipnoll
Post
Di vino
Vorrei
Niente in cambiouy

BIS
Dio come sta?
La spesa
Coincidenze

Intervista a Gnut: l’artigiano delle emozioni presenta “Domestico” e tutti gli altri progetti in corso

Gnut_Domestico_recensione_music-coast-to-coast

Claudio Domestico, in arte Gnut, è un cantautore prezioso. Prezioso per lo spessore della sensibilità di cui è dotato e per l’innata capacità di saperla lasciar confluire nelle sue bellissime canzoni. Prezioso lo è anche per la ferma volontà di fare gruppo con l’intento di valorizzare e ottimizzare le incredibili risorse artistiche insite nello scenario musicale partenopeo. In questa intervista abbiamo avuto modo di chiedergli un bel pò di cose nonchè di approfondire la conoscenza del suo ultimo Ep, intitolato “Domestico”.

In un’intervista hai dichiarato: “Napoli è l’unico posto del mondo in cui potrei vivere adesso, mentre qualche anno fa sarei stato bene in qualsiasi parte del mondo e la mia curiosità mi ha spinto a girare parecchio…”. Sarà questo che ti ha spinto a creare il format: Antologia Newpolitana, la rassegna che coinvolge giovani associazioni napoletane e molti musicisti, poeti, fotografi, scultori della città? 

Le esperienze lontano da Napoli e l’aver suonato con tantissimi musicisti in questi anni mi hanno fatto capire quanto il confronto e la condivisione siano importanti per crescere musicalmente. Anche l’aver frequentato locali come “La casa 139” a Milano oppure “L’Angelo Mai” a Roma mi ha convinto su quanto sia importante avere un luogo in cui incontrare persone che hanno la tua stessa passione. Questo format ha lo stesso scopo degli altri che ho organizzato in precedenza: il “Tirabushow” l’anno scorso al Cpa di Napoli o  “Personaggi in cerca d’autore” al Jarmusch di Caserta o “Il mille e una nota show” al Burning di Napoli.

Come vivi i panni di “oste d’eccezione”? 

Mi diverto tantissimo. Gli ospiti sono persone che stimo tanto e con i quali ho un ottimo rapporto di amicizia. Ci sono gli strumenti, un palco, un microfono e una situazione molto informale da vivere insieme.

Agli ospiti viene anche chiesto di rileggere un brano classico napoletano… sarà perché “siamo come le foglie di un albero che ha radici profonde?” 

Sì, questa idea mi è venuta dopo aver risposto ad un’intervista in cui mi chiedevano “come ti poni nei confronti della tradizione napoletana?”  Risposi spontaneamente che “siamo come foglie di un albero”, nel senso che siamo parte di qualcosa di più grande, che a volte dimentichiamo. Quindi l’idea del format è stata proprio quella di mettere a confronto le nuove leve della scena musicale partenopea con le loro radici.

Come funziona la collaborazione con il collettivo Be Quiet? 

Il Be Quiet è un collettivo che stimo tantissimo. Hanno fatto gradi cose in questi anni! Conosco Giovanni Block da una vita ed è sempre stato un grande piacere passare sia da spettatore che da musicante alle serate del Be Quiet.

Claudio Domestico - Gnut

Claudio Domestico – Gnut

Il nuovo ep “Domestico” fissa il tuo presente ma sbircia anche nel tuo futuro? 

Come gli altri dischi è una fotografia del periodo che sto vivendo. Fortunatamente un periodo felice che mi ha permesso di lavorare sui testi in maniera diversa rispetto al passato. Ho scritto anche altre canzoni insieme a queste di “Domestico” e il mio futuro prossimo lo dedicherò a lavorarci.

Nato grazie al crowdfunding, “Domestico”, è stato registrato in casa, sopra Piazza Dante a Napoli, e ha visto la collaborazione di diversi musicisti, dai tuoi storici collaboratori (Mattia Boschi e Coffee), fino alla partecipazione di tanti amici musicisti dell’interland napoletano (Maurizio Capone, Daniele Sepe, Valerio Mola, Luigi Scialdone)…ci racconti come è andata? 

E’ andata nel modo più semplice. Avevo le canzoni e il titolo, che da solo mi ha indicato la strada da seguire per curare le registrazioni. Quando ho deciso di chiamarlo “Domestico” e di registrare tutto in casa il grosso del lavoro era già fatto. Ho seguito un flusso energetico e tutto è andato bene.

Gnut

Gnut

Sei al lavoro con Piers Faccini per il nuovo album che vedrà la luce nel 2017. Di lui hai detto: “Lui ha la sensibilità per accudire le mie canzoni come di indirizzarle verso qualcosa che magari non avevo immaginato. Siamo come bambini che giocano con la musica e si divertono quando tutto suona bene”… Sarebbe bello se tu potessi raccontarci qualcosa in più in merito a questo rapporto così speciale che vi lega… 

Conosco Piers da quasi 15 anni. Lui è uno dei talenti più puri che io abbia mai incontrato. Abbiamo lavorato insieme al mio secondo disco “Il rumore della luce” in uno dei periodi più difficili della mia vita. Ero stravolto, confuso e poco lucido. Non ero in grado di gestire le registrazioni del disco ma avevo l’esigenza di registrare quelle canzoni per buttarmi alle spalle anche tutto il periodo che raccontavano. Lui era l’unico di cui mi sarei fidato sia per l’affetto che ci lega ma anche per la stima enorme che provo. Così è stato e gliene sarò grato per sempre.

“Cerco sempre accordi complicati con il mondo E poi mi scordo quanto è bello il giro di DO. Ritmiche complesse per spiegare tutti i miei complessi Che quando ho finito poi non mi ricordo quel che ho”. Si tratta di una tua fotografia musicale? 

Certo! ho scritto questo pezzo perché le persone con le quali suono e ho suonato mi hanno sempre preso in giro perché nelle mie canzoni ci sono sempre cose “strane”. Mi piacciono le canzoni che hanno qualcosa di interessante ritmicamente oppure armonicamente, forse per deformazione professionale! Dopo tanti anni però mi è venuta voglia di rispondere a questa presa in giro scrivendo un pezzo con il giro di Do in 4/4, ed è nata “Semplice”.

Bella anche questa tua recente dichiarazione: “A me piace avere un “orticello” e viverci senza compromessi. Io sono felice di suonare per persone che hanno il mio stesso modo di vedere il mondo”. Qual è, dunque, la tua visione del mondo ad oggi?

La mia visione del mondo è pessima! Penso che a livello internazionale e globale il pianeta sia in balia delle onde in mano a persone spietate che per i propri interessi e la fame di potere stanno distruggendo questo meraviglioso luogo nell’universo. Credo anche che i tempi non siano maturi per uno stravolgimento globale delle cose, che mi auguro arrivi tra qualche anno. Intanto credo che alimentare il bello e vivere dei piccoli piaceri che la vita ci offre sia un ottimo modo per aspettare che le cose cambino.

Raffaella Sbrescia

Acquista su iTunes

 

Cloud Nine tour: Kygo porta una ventata di freschezza al Forum di Assago

KYGO4616 main colour_

Kyrre Gørvell-Dahll, meglio noto con il nome Kygo, è un musicista, produttore e dj norvegese, classe 1991. Lo scorso 5 aprile il giovane dj si è esibito al Mediolanum Forum di Milano per l’unica data italiana del suo Cloud Nine Tour, il live che anticipa l’uscita del suo primo album da studio “Cloud Nine”, la cui pubblicazione è prevista per il 13 maggio 2016 per Sony Music International/Ultra Music. Dopo aver registrato più di 80 milioni di visualizzazioni sul suo canale YouTube e sul suo profilo SoundCloud, Kygo nel 2015 è stato l’artista che ha raggiunto il miliardo di streaming più velocemente nella storia della musica, ha remixato canzoni per Rihanna, Ellie Goulding, Ed Sheeran E The Weekend e conquistato l’attenzione di Chris Martin dei Coldplay con il remix di Midnight. Il suo stile fonde dance e pop music, creando grandi hit che dominano già da diverso tempo le classifiche mondiali.

Cloud 9 Cover

Il suo show, studiato fin nei minimi dettagli, ha chiamato a raccolta diverse migliaia di persone ed ha riservato parecchie sorprese. La prima in apertura: Kygo ha accolto il pubblico seduto al pianoforte a coda posto al centro del palco. Un’intro particolarmente suggestiva e inaspettata coadiuvata da immagini ricercate e di forte impatto visivo. Labirinti di braccialetti luminosi e videoinstallazioni non hanno mai distolto l’attenzione del pubblico, pronto a scatenarsi per più di un’ora e mezza. Dall’alto della sua postazione, Kygo si è trasformato in un dispensatore di energia con la sua tropical house, ha mixato brani storici come “Sexual healing” di Marvin Gaye o più attuali, quali “Happy birthday” impreziosito dalla voce di John Legend, con una miscela di suoni elettronici sapientemente dosati. A scandire la scaletta anche successi pop attuali, come “I see fire” di Ed Sheeran o “Raging” di Kodaline. Ottimi i riscontri live ottenuti dall’inedito “I’m in love”, presentato in anteprima durante lo show, sempre dinamico. Suggestiva la sorpresa finale: Kygo torna a sedersi al piano a coda regalando al pubblico una splendida versione rivisitata della sua celebre “Firestone” con Anna Lunoe alla voce. La tangibile conferma del fatto che Kygo riesce a mettere sul piatto i frutti delle proprie ricerche e che ha tutta la voglia di mettersi in gioco divertendo e divertendosi.

 Raffaella Sbrescia

SETLIST:
Younger – Seinabo Sey (Kygo remix)
Miami 82 – Syn Cole (Kygo remix)
Stay – feat. Maty Noyes
Carry me
I see fire – Ed Sheeran (Kygo remix)
I’m in love
Often – The weekend (Kygo remix)
Coming over – Dillon Francis & Kygo feat. James Hersey
No diggity vs. Thrift shop – Ed Sheeran & The passenger (Kygo remix)
Sexual healing – Marvin Gaye (Kygo remix)
Cut your teeth – Kyla La Grange (Kygo remix)
Raging – feat. Kodaline
Wait – M83 (Kygo remix)
Happy birthday – John Legend (Kygo remix)
Oasis – feat. Sia
Stole the show – feat. Parson James

BIS:
Midnight – Coldplay (Kygo remix)
Nothing left – feat. Will Heard
Firestone – feat. Anna Lunoe

 

I Modà presentano i concerti allo Stadio San Siro. Grande attesa per il connubio generazionale con i Pooh

Modà @ Stadio San Siro

Modà @ Stadio San Siro

Sabato 18 giugno (data già sold out) e domenica 19 giugno 2016 i Modà torneranno sul palco dello Stadio Giuseppe Meazza a San Siro, dopo il tutto esaurito di luglio 2014 immortalato nel CD/DVD “Modà 2004-20014: L’originale”. Domenica 19 ci sarà l’incontro tra due generazioni di band, che hanno scritto la storia della musica italiana: i Modà e i Pooh, che saliranno sul palco come ospiti speciali della serata. Sabato 25 giugno la band si esibirà, poi, all’Arena Sant’Elia di Cagliari con ospiti i Tazenda.

“Passione Maledetta” (Ultrasuoni/Artist First), l’album dei Modà pubblicato a fine 2015, ha raggiunto il terzo disco di platino con oltre 150mila copie vendute, e proprio Passione Maledetta, in rotazione dal 15 aprile, sarà il terzo singolo estratto dall’album.La band di Cassina De’ Pecchi, capitanata da Kekko Silvestre, ha al suo attivo oltre 70 concerti tra il 2011 e il 2014 davanti a più di mezzo milione di spettatori e più di un milione e mezzo di copie vendute.

Abbiamo incontrato la band in occasione della conferenza stampa tenutasi questa mattina nella Sala Executive dello Stadio San Siro.

Con quale spirito presentate queste due date così importanti?

Oggi festeggiamo il triplo platino e, dato che la cosa più difficile é sempre confermarsi, questo risultato ci riempie di orgoglio. Ripartire da dove abbiamo lasciato nel 2014 con un raddoppio é qualcosa di straordinario che abbiamo ottenuto con un grande lavoro e un grande impegno.

Come vi sentite al pensiero che i Pooh saranno sul palco con voi?

 Avere i Pooh con noi sarà la vera ciliegina sulla torta, un pò come per un giocatore del Napoli giocare con Maradona. I Pooh sono la band piū longeva in assoluto e stiamo preparando qualcosa di veramente speciale con loro. Visto che non ci sarà il tempo di provare, posso dirvi che arriveranno con cinque microfoni, la parte musicale gliela prepariamo noi, sará una sorpresa per loro e un divertimento per noi; li avremmo voluti con noi entrambe le sere ma il 18 giugno saranno impegnati in un concerto a Messina.

I Pooh vengono a passarvi il testimone?

In passato è capitato spesso che ci definissero i nuovi Pooh in senso dispregiativo. Ci ritenevano vecchiotti e con arrangiamenti datati, la verità è che nessuno ha mai capito che io in realtà ci godevo. I Pooh sono cinque uomini straordinari, perché sono riusciti a far fronte al calo fisiologico delle idee e della creatività e perché hanno dimostrato di essere avanti già 40 anni fa. Oltre alle canzoni ci devono essere degli uomini e dei professionisti e quello che voglio portarmi dietro dei Pooh è proprio questo. Per il passaggio del testimone ci vuole carriera, ci vuole lavoro, ci vogliono altri 35 anni di carriera. Colgo questa opportunità al volo e mi impegnerò al massimo.

Il concerto in Sardegna invece vedrà come ospiti i Tazenda…

Sì, stavolta voglio fare qualcosa di particolare. Visto che li conosco abbastanza bene vorrei cimentarmi con il loro repertorio in sardo.

Modà - Press Conference

Modà – Press Conference

Come sarà il palco con cui vi presenterete al pubblico?

Quest’ anno abbiamo un palco fantastico. Visto che sono un tipo all’antica in tutto, ho lasciato fare a chi ne sa di più. Il risultato è un bel palco con tantissima tecnologia innovativa, abbiamo usato le risorse economiche disponibili puntando sulle nuove tecnologie che abbiamo preso dall’estero: led curtain animation, vertical tube, led in Full HD. La scena sarà tipicamente anglosassone, essenziale ma piena di sorprese, con contributi video di grande effetto. Avremo anche un pit in cui entreranno tra le 5000 e 7000 persone.

E la scaletta?

 La scaletta sarà ovviamente una sorpresa, intendiamo celebrare l’unione tra il passato e il presente dei Modá, punteremo sugli ultimi tre album con dei richiami al passato.

Come stanno andando le vendite dei biglietti?

Abbiamo superato gli 80000 biglietti venduti. Al momento stiamo lavorando per arrivare ai 50000 sulla seconda data, la prima invece è sold out.

Ci saranno altri ospiti?

No, stavolta volevamo mettere noi stessi al centro della scena anche se mi piacciono gli opening. Ecco, vorrei trovare qualcuno che suoni prima di noi.

Pubblicherete un dvd?

Entrambe le serate saranno registrate ma non sappiamo ancora se ne verrà fuori un dvd. Intanto ci dicono che sono già arrivate delle richieste per trasmettere lo show in tv.

 Raffaella Sbrescia

Discodays: la XVI edizione si sdoppia. Tanti eventi live e tante iniziative per la Fiera del Disco e della Musica a Napoli

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

Si è conclusa la sedicesima edizione della Fiera del Disco e della Musica che quest’anno ha raddoppiato con un appuntamento di ben due giorni. Oltre cinquanta standisti provenienti da tutt’Italia con un’esposizione di oltre 100.000 album tra vinili e cd, oltre a 2 mostre fotografiche, una mostra a cura di Comicon e una di memorabilia, 3 premi, 10 showcase live, presentazioni di album inediti, libri, clinic e workshop, tutto in un fine settimana che ha rappresentato, come di consueto,  un’occasione di festa della musica per la città di Napoli.

Le principali iniziative:

Premio “Fotografia per la Musica” a Luciano Viti. DiscoDays ha deciso di riservare un premio alla fotografia musicale e di invitare i più illustri fotografi. Il premio, unico nel suo genere giunge alla sua terza edizione, viene attribuito a quei fotografi internazionali che hanno dedicato la loro carriera principalmente alla fotografia musicale. Quest’anno il riconoscimento va a Luciano Viti, autorevole fotografo italiano con un archivio fotografico immenso con migliaia di ritratti di altrettante leggende della musica. Viti diventa popolare negli anni ’80 grazie alla pubblicazione di 250 servizi e oltre 60 copertine del “Radiocorriere TV”. Con centinaia di copertine di dischi e di libri all’attivo (Frank Zappa, Eric Clapton, B.B. King, Talking Heads, Miles Davis, Neil Young…) le sue foto sono popolari in tutto il mondo e ha pubblicato su tutte le riviste più autorevoli (Time, The Guardian, The Times, New York Times, Mojo, Rolling Stone…). Fotografo ufficiale dal 1980 e caro amico di Pino Daniele che definiva Luciano “musicista dell’immagine”.

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

Il Premio “il Microsolco” a DJ Jad: è il riconoscimento di DiscoDays per la realizzazione e la distribuzione di un’esclusiva produzione musicale in vinile, dal deciso intento di promuovere la diffusione e l’ascolto di questo unico ed insostituibile supporto. Quest’anno gli organizzatori hanno attribuito il premio a DJ Jad per il suo ultimo album realizzato su doppio vinile “Beat in my Soul”. DJ Jad, al secolo Vito  Perrini, è un DJ, produttore e beat maker noto e apprezzato nel panorama Hip Hop nazionale, co-fondatore insieme a J-Ax dello storico gruppo Articolo 31, la band Hip-Hop italiana per eccellenza. DJ Jad in occasione del premio ha presentato dal vivo il suo nuovo lavoro, in edizione limitata su doppio vinile e cd, con 23 brani strumentali oltre alla traccia che da il titolo all’album “Beat in my Soul”.

 

Il Premio “DiscoDays Live” a Valerio Jovine: in considerazione del grande spazio che l’organizzazione dedica sempre di più alla musica dal vivo, a partire da quest’anno, presenta il nuovo premio “DiscoDays Live” assegnato a Valerio Jovine per “il forte coinvolgimento che riesce a trasmettere sul palco e per l’impatto delle sue sonorità, che creano un giusto equilibrio tra reggae e tradizioni partenopee

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

LE MOSTRE

Elvis 60 – Omaggio a Elvis Presley: per ricordare e festeggiare i 60 anni dall’uscita del primo album di Elvis Presley

Le cose cambiano: un omaggio di Comicon alla musica attraverso il fumetto con la mostra dei lavori tratti dal booklet di Le Cose Cambiano, il disco d’esordio di Giorgio Ciccarelli che contiene tredici canzoni, arrangiate, suonate e cantate dal chitarrista ex-Afterhours sulle parole di Tito Faraci, uno dei maggiori sceneggiatori italiani di fumetto. Paolo Bacilieri, Alessandro Baronciani, Bruno Brindisi, Claudio Calia, Paolo Castaldi, Giorgio Cavazzano, Alberto Corradi, Giuseppe Palumbo, Claudio Sciarrone, Sio, Sergio “Saccingo” Tanara, Tuono Pettinato, Silvia Ziche. Ecco i nomi degli artisti della Nona Arte coinvolti nella realizzazione del CD. Ogni brano è stato consegnato a un fumettista/artista visivo che ne ha colto il senso e l’emozione traducendolo in immagine, illustrazione o fumetto, a seconda della propria sensibilità.

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

Mostra Fotografica Eustachio Masciandara: il vincitore del concorso fotografico nazionale “Musica a Scatti”, svolto in occasione della XV edizione del DiscoDays, ha tenuto una sua mostra con i suoi migliori scatti musicali in bianco e nero.

Mostra Fotografica “Figura”: nata dalla collaborazione di Michela Fabbrocino con la band “Mathì”, ha avuto per oggetto le foto dei volti scattati per il booklet dell’album omonimo, parte integrante del concept album che i Mathì hanno presentato in Fiera.

Il programma

SABATO 2 APRILE

16.30 “Mbarka Ben Taleb” & “Meditamburi” LIVE
17.30 Clinic Batteria “Gennaro Barba”
18.30 “Wild River” LIVE
19:00 “EFFE16” LIVE
19.00 “La Maschera” presentazione nuovo singolo 
“Te veng’ a cercà”
20.30 ”Gianni Togni” e “Tullio De Piscopo” Videointervista
21.00 Premio il Microsolco “DJ-JAD” con DJ Set LIVE

 

DOMENICA 3 APRILE

10.30 Storia di David Bowie a cura di ROCK!
11.30 Workshop “La figura del produttore discografico”
12.30 “Boo Team & Friends”  capitanati da “Toto Harp Costigliola” LIVE

16.00 “Kafka sulla spiaggia” presentazione album “New Beat” LIVE
16.30 “Mathì” 
presentazione dell’album “Figura” LIVE
17.00 Premio Fotografia per la Musica “Luciano Viti”
18.00 Presentazione libro “A noi ci piaceva il Blues”
19.00 ”Il Balletto di Bronzo” presentazione dell’album 
“Cuma 2016 D.C.
19.45 Premio DiscoDays Live a “Valerio Jovine” LIVE
20.30 “Hangarvain” LIVE 

Photogallery a cura di: Luigi Maffettone

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

Discodays 2016 @ Complesso Palapartenope ph Luigi Maffettone

Intervista ai Raniss: ecco il grunge Made in Italy

Raniss

Raniss

RANISS sono una band grossetana che parte da un duo nel 2010 con i fondatori Mario Policorsi (Voce e Chiatarra) e Alessio Dell’Esto (Basso) amici e musicisti fin dal ’97, cui poi si è aggiunto Andrea Alunno Minciotti alla chitarra. La band ha un sound riconoscibile tra Alternative Rock e Post-Grunge. Nel 2013 pubblicano il loro primo singolo ufficiale “Disordine“. Lo scorso 18 marzo è uscito “Due minuti all’alba“, il nuovo singolo della band mentre il primo EP, registrato da Andrea Alunno Minciotti (chitarrista e sound engineer della band), uscirà a maggio 2016 e conterrà cinque brani.

Intervista

Partiamo dal vostro nome e dai vostri inizi. Le strade di Mario e Alessio si sono incrociate nel 2010. Quali sono state le dinamiche che vi hanno portato fino ad oggi?

A dire la verità io e Mario abbiamo iniziato a suonare nel 1997 insieme partendo dal Punk, dato che negli anni novanta questo genere musicale ispirava i giovani ribelli dalle nostre parti. In quella formazione Mario suonava la batteria mentre io ero al basso. Le dinamiche che ci hanno portato fino ad oggi a sviluppare questo progetto sono semplicemente la nostra natura ed il nostro istinto naturale a creare, suonare e progettare. Il nome “Raniss” lo inventai io mentre sfogliavo una rivista londinese sul punk.

Parlateci della vostra musica: a cosa si ispira, i tratti caratteristici e cosa intende comunicare…

La nostra musica è molto istintiva e lascia pieno spazio agli stati d’animo personali ed a quello che ci attraversa. Per dirla tutta siamo veramente insoddisfatti e decadenti come pensiero in generale e questo ci fornisce energia per mettere in musica tutte queste emozioni. La nostra inclinazione al grunge è davvero reale e molto naturale.

Come lavorate ai vostri pezzi e come funziona la realizzazione effettiva di testi e melodie?

Di solito i riff di chitarra con bozza melodica arrivano sempre da Mario e poi io mi occupo di perfezionare e scrivere il testo, dopo di che lavoriamo tutti insieme all’arrangiamento.

Quali sono gli equilibri all’interno del gruppo e come funziona la vostra routine quotidiana?

Il nostro primo step è la nostra amicizia, e da qua cerchiamo di far partire tutto il resto. Di solito ci troviamo durante la notte a lavorare e comporre nello studio di Andrea nel quale ci sentiamo a nostro agio e tranquilli.

“Due minuti all’ alba” lancia un forte messaggio di rinascita individuale. Nasce da un episodio autobiografico?

Diciamo di sì, nasce da alcune situazioni che ci hanno attraversato e fatto capire molte cose. Il singolo è stato uno dei primi brani scritti e per la stesura del testo abbiamo avuto la preziosa collaborazione di Mario Cianchi, grande compositore e grande amico che ci ha sempre aiutato e supportato.

Il singolo anticipa l’EP “Niente di positivo”, in uscita a maggio. Il titolo viaggia in controtendenza rispetto a quelli proposti dagli artisti dello scenario mainstream. Come mai? Di cosa parlerete e quali saranno le storie che vorrete raccontare al pubblico?

Stiamo cercando di lanciare un messaggio vero e non prodotto a tavolino e dare uno spessore a quello che diciamo anche se nel nostro caso, come già detto, viene fuori il nostro disagio e le nostre frustrazioni che, nonostante possano non essere piacevoli per tutti, restano comunque “reali frequentatori” della vita quotidiana di molte persone.

Parliamo di live: quali sono i contesti a voi più congeniali e quando potremo ascoltarvi dal vivo?

Per noi l’importante e salire sul palco, ci piace troppo e ci fa stare bene! Stiamo organizzando alcune date e show-case di presentazione ultimando gli ultimi dettagli per l’EP. Per adesso ci potete trovare il 30 aprile all’Orcia Rock Festival e il 21 Maggio ad Edicola Acustica, una realtà molto interessante ideata da Michele Scuffiotti qua a Grosseto.

 Raffaella Sbrescia

Video: Due minuti all’alba

III: l’ultimo atto della trilogia targata Moderat accenna ad una lussuriosa fusione tra pop ed elettronica

header_cover_1-2

Pubblicato il 1 aprile 2016, III è il nuovo lavoro dei Modeselektor, il progetto musicale che riunisce i frutti del geniale connubio tra le spettacolari sonorità di Gernot Bronsert, Sebastian Szary (aka Modeselektor) e la suggestiva, onirica, eterea, affascinante voce di Sascha Ring (aka Apparat). “III” rappresenta l’ultimo passaggio di un processo creativo che ingloba al suo interno una trilogia compositiva decisamente interessante e variegata. Forti del proprio background, i tre hanno creato un melodioso amalgama di techno minimale, Idm e indietronica lascando ampi spazi a suggestivi richiami demiurgici.  Passando dalla creazione estemporanea di tracce epiche alla scrittura di canzoni tradizionali, i Moderat hanno deciso di uscire dalla loro comfort zone a vantaggio della fusione tra pop ed elettronica. Nello specifico “III” combina emozioni contrastanti attraverso un sound dinamico e profondo e testi fortemente evocativi. I suoni provenienti dalla sotto-cultura club trovano un naturale appoggio nei sofisticati temi affrontati: la trama di “Ghostmother”, ad esempio, verte su pace interiore, paura e conseguente accettazione dell’ignoto. Il brano è incentrato sulla vocalità di Sascha Ring, nitida e suadente, e sui cori dei Modeselektor. Le radici di questo e dei successivi brani affondano in tessiture elettroniche complesse e fortemente stratificate. L’ossatura percussivo-ossessiva di “O ‘Running” si sviluppa lungo stilemi presocratici secondo i quali l’uomo è parte di una massa che necessita di essere in continuo movimento per funzionare ma che non ha il potere di decidere la propria direzione. La bellezza ancestrale di “Finder” e lo sviluppo cinematico di “Intruder” completano il messaggio motivazionale di “Reminder”. A sigillare il lavoro è l’oscura bonus track “Fondle”, la tangibile testimonianza del fatto che non tutto è compiuto e che, sebbene la trilogia sia ormai completa, i Moderat sapranno sapientemente condurci per mano tra i meandri del loro mondo visionario.

Raffaella Sbrescia

Acquista su iTunes

Video: Reminder

Baby K: Con “Light it up” (Ora che non c’è nessuno) ho voluto affrontare il mondo del clubbing

LIU-BabyK

Ritratti di Note ha incontrato Baby K, nome d’arte di Claudia Nahum, in occasione della promozione del singolo “Light It Up” (Ora che non c’è nessuno), il remix italiano del singolo di Major Lazer, lo straordinario collettivo capeggiato dal DJ e Producer statunitense Diplo, autore  del tormentone dell’estate 2015 “Lean On”. Il nuovo remix di “Light it up”  è stato pubblicato lo scorso 18 Marzo.

Claudia, dalla scorsa estate è stato un vortice inarrestabile. Dopo il grande e meritato successo di “Roma Bangkok” e del tuo album “Kiss Kiss Bang Bang”, adesso questa nuova avventura con  Major Lazer. Come è partita la vostra collaborazione?

 Tutto è nato dall’album di Major Lazer “Peace is the mission”. Per il lancio sul mercato prettamente italiano, si è deciso di fare anche un remix italiano del singolo e sono stata scelta quale artista deputata ad occuparsene. Devo ringraziare Diplo, che mi ha dato molta fiducia; mi ha inviato la base del pezzo senza alcuna voce, e questa è una cosa che capita raramente per i remix. Di solito si lascia l’inciso e l’artista rifà le strofe; nel mio caso ho avuto carta bianca e allora ho pensato… “Ora mi diverto”. Ho riscritto una nuova canzone ed è così che è nata “Ora che non c’è nessuno”.

“Light it up” (Ora che non c’è nessuno) è un pezzo che parla d’amore…

Sì non è un brano che parla di me, come qualcuno ha pensato. Essendo un pezzo che fa ballare ho voluto descrivere un po’ il mondo della discoteca. Mi sono immedesimata nella situazione in cui tu esci con una persona e attorno c’è il solito caos e tutti gli occhi puntati sulla persona con cui sei uscita. Sei lì in discoteca, è la prima uscita, tu non conosci i suoi amici e allora mi sono detta “Sarebbe bello dire in un brano… vorrei far finta che non ci fosse nessuno per rubarti un bacio…”. Ho voluto affrontare con una diversa angolazione il mondo del clubbing….

Baby K Ph: Leandro Manuel Emede

Baby K Ph: Leandro Manuel Emede

Sei un’artista trasversale per quanto riguarda i generi musicali. Molto affascinante è anche il concetto di “animo ibrido”…

Sì, molti tendono ad identificarmi solo con la musica rap, considerandomi la “rapper” italiana per eccellenza. Non che questo non sia vero, ma mi permetto anche di spaziare tra più generi musicali. Ho pubblicato un singolo come “Roma Bangkok” che ammicca molto al mondo latino; “Killer” è invece un brano molto pop, quindi mi piace variare tra i generi. Per quanto riguarda “Light it up”, devo dire che ho trovato pane per i miei denti. Mi riconosco molto in questo stile, anche se in Italia è un po’ difficile portare avanti questo tipo di sonorità. Anche per questo è stata grande la mia contentezza nel fare il remix di questo pezzo. Nel mio album “Kiss Kiss Bang Bang” c’è anche un brano pop-punk nato dal nulla, che si intitola “Venerdì”. Ben venga quindi tutto quello che è ibrido, ed è un miscuglio tra generi, stili e contenuti. Mi piace che la musica possa far divertire ma anche riflettere.

Claudia, una mia curiosità. So che da piccola la tua sveglia era la musica di Rod Stewart. La canzone Baby Jane di Rod Stewart ha in qualche modo influenzato la scelta del tuo nome d’arte?

C: Grazie al mio papà, sono cresciuta con la musica di Rod Stewart, Stevie Wonder e i Bee Gees. La canzone di Rod Stewart non ha influenzato la scelta del mio nome d’arte. Questo “nick name” mi è stato attribuito ed io l’ho abbracciato senza pensarci più di tanto perché mai avrei pensato di fare musica nella vita e invece… Se avessi pensato di fare la cantante di professione forse me lo sarei scelto diverso, ma va bene così; tra l’altro è un nome che piace a tutti…

Cosa c’è nel futuro imminente di Baby K?

C: Sto pianificando un nuovo singolo ed un nuovo video; spero in estate di girare l’Italia per portare la mia musica tra le persone, che è poi la cosa più bella tra le attività di una cantante. Di sicuro ci sarà anche qualche data in discoteca, così potrò cantare e ballare con tutti.

Giuliana Galasso

Acquista su iTunes

Previous Posts Next Posts